Le uscite di Trump hanno comunque sortito effetti sui mercati. I futures USA ed Europei hanno recuperato terreno, e l'Asia ha sostanzialmente evitato il massiccio storno che gli avrebbe imposto la fattorizzazione della debacle di ieri. Le peggiori performance sono state mostrate da Hong Kong e dalle H shares, che ieri erano chiuse, mentre il resto degli indici ha contenuto i cali, con Seul e Sydney addirittura in grado di mostrare guadagni.

L'apertura europea è avvenuta in questo clima cautamente costruttivo, con gli occhi puntati sui dati in uscita in mattinata e sull'asta BTP:

  • La Produzione industriale EU di marzo è uscita in linea con le attese (-0.3%, da prec -0.1%) . Il balzo di gennaio (+2% mese su mese) fa si che il trimestre si chiuda positivamente (+0.8%) anche se anno su anno restiamo in calo di 0.6%. Purtroppo il trend del PMI manifatturiero Eurozone non depone bene per il secondo trimestre, e dobbiamo ancora mettere in conto l'effetto del ritorno delle tensioni sul trade.
  • Lo ZEW di maggio ha evidentemente risentito più delle attese del rinnovarsi dello scontro USA - Cina, con le aspettative a 6 mesi a deludere (-2.1 da prec +3.1 e vs stima per 5), mentre la componente coincidente è migliorata (8.2 da 5.5 e vs consenso per 6.3). A livello europeo si fa notare il brusco indebolimento delle expectations sull’economia italiana (a -24.3 da -16.8). In calo anche il dato Eurozone aggregato (-1.6 da prec +4.5).
  • L'asta BTP ha avuto un esito buono, con i quantitativi coperti agevolmente, e domanda robusta in particolare su 3 e 7 anni. Non a caso la reazione post asta è stata decisamente positiva.