L'apertura europea ha fattorizzato la moderata salita di Wall Street ieri sera, attestandosi, in attesa degli  eventi, su modesti guadagni. Coerentemente con la reazione al FOMC di ieri sera, i bonds hanno mostrato  in mattinata moderati cali dei rendimenti, e l'€ ha sfiorato 1.1150 vs $, un livello visto l'ultima volta a inizio novembre. In assenza di dati macro di rilievo (la produzione industriale Eurozone di ottobre è uscita a -0.5% in linea con le attese, ma era stata anticipata dai dati nazionali) il mercato è andato incontro alla Lagarde su questi livelli.

Prima di affrontare l'ECB, 2 parole sulle elezioni UK.

La sterlina ha avuto una seduta negativa: intanto, l'ultima survey prima del black out, la SavantaComRes, ha attribuito ai Tories appena 5 punti di vantaggio, il margine più piccolo registrato dall'inizio della campagna elettorale. La debolezza si è  accentuata in giornata,  quando sui media hanno iniziato a circolare news di grandi code ai seggi, e ipotesi di una partecipazione elevata dei giovani. Infatti, tradizionalmente, le grandi affluenze sono state invise ai Conservatori, e si sa che l'opinione sulla brexit è alquanto polarizzata, con i Giovani pro EU e gli anziani pro uscita.

Stasera i seggi chiudono alle 22 locali (23 italiane) e dovrebbe arrivare immediatamente (stavolta si!) la prima exit poll. L'impressione è che a Johnson servano, per godere di una maggioranza confortevole, almeno 20/30 seggi di maggioranza (attorno a 335/40 seggi in totale). Sotto, il suo margine di manovra si riduce, fino a costringerlo a cercare un alleanza che complicherebbe di parecchio l'approvazione del suo accordo e la gestione della negoziazione successiva. Dovesse scendere sotto 325, la probabilità di un altro "hung Parliament", incapace di gestire il processo, è elevata. In quel caso la Sterlina restituirà parecchio terreno. Nel caso (improbabile) di una catastrofe per Boris tale da impedirgli di andare al  governo anche con una coalizione, allora si va verso altre elezioni, oppure un Referendum.