Trump arriva al World Economic Forum di Davos ed anche quest’anno, così come era successo due anni fa … è la star.

La sala, la Congress Hall è gremita tutti vogliono ascoltare il Presidente americano, e lui non li delude, si prende tutta la scena.

Nella mezz’ora di durata del suo intervento ha manifestato tutta la sua soddisfazione per aver mantenuto la promessa fatta quattro anni fa nella campagna elettorale: ha fatto tornare Grande l’America.

Ha descritto l’attuale situazione economica degli Stati Uniti “mai così florida”, sono stati creati 7 milioni di posti di lavoro e gli Stati Uniti sono tornati ad essere un Paese nel quale conviene investire, ha sottolineato con orgoglio che nel primo semestre dell’anno scorso un quarto di tutti gli investimenti esteri sono stati effettuati negli Stati Uniti, e questo mentre i salari aumentavano.

Non ha mancato di dare ancora una bacchettata alla Federal Reserve accusata di aver alzato i tassi “troppo in fretta ed abbassati troppo lentamente”.

E non ha poi neppure mancato di dare una frecciatina anche all’Europa i cui dati economici non sono positivi come quelli americani, specificando, torno a citare testualmente “nonostante i tassi negativi, una cosa a cui io mi abituerei facilmente”.

Ecco Trump non si accontenta, vorrebbe anche negli Stati Uniti tassi negativi, nonostante un’economia in forte sviluppo. E proprio qui sta il punto, carissimo Donald, nel tuo discorso, snocciolando dati iper positivi, forse ti sei dimenticato di citare a quanto è arrivato l’ammontare del debito pubblico.