La forte svalutazione della lira turca e più in generale la crisi economica di Ankara è stato senza dubbio uno dei temi chiave della settimana di Borsa che si conclude oggi, sulla scia dei timori balzati in primo piano già sul finire della scorsa ottava.

I fattori che hanno alimentato la crisi turca

La situazione è precipitata in seguito all'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Turchia relativamente al rilascio del pastore americano Andrew Brunson. Gli esperti di Gam Investments spiegano però che il quadro dei fondamentali economici del Paese era già difficile nelle settimane precedenti.

A ciò si aggiunga una politica problematica, visto che il genero del presidente Erdogan ricopre il ruolo di Ministro delle Finanze e c'è la percezione di una certa interferenza politica nei confronti della Banca Centrale. 

La lira torna a scendere: nuove tensioni Usa-Turchia

Intanto la lira turca è tornata a perdere pesantemente terreno oggi, con un ribasso di oltre il 5% rispetto al dollaro. Ad alimentare le vendite la decisione annunciata da un un tribunale turco che ha respinto la richiesta di rilascio del pastore Andrew Brunson.

Non aiutano certo le indicazioni che arrivano dal Ministro turco del Commercio, il quale ha fatto sapere che Ankara continuerà a rispondere ai dazi americani, in linea con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Ankara sotto la lente delle agenzie di rating

Intanto per oggi è il verdetto di Standard & Poor's che dopo la chiusura delle Borse europee si pronuncerà sul rating della Turchia.
Si sono già mossi gli analisti di Scope Ratings che hanno tagliato di due livelli la valutazione del merito di credito del Paese, da "BB+" a "BB-", con una peggioramento dell'outlook a "negativo".