A Piazza Affari anche in quest'ultima seduta della settimana l'attenzione resta alta sulla coppia Ubi Banca-Intesa Sanpaolo.

Ubi Banca spicca il volo, resta al palo Intesa Sanpaolo

Ubi Banca dopo l'affondo di circa il 4,5% accusato ieri, conquista la prima posizione non solo nel settore bancario, ma nell'intero paniere delle blue chips.

Il titolo mette a segno un poderoso rally, passando di mano negli ultimi minuti a 3,705 euro, con un progresso dell'8,24% e quasi milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 9,4 milioni di pezzi.

Resta al palo Intesa Sanpaolo che dopo tentato un allungo si è mosso a passo di gambero, mostrando meno forza relativa rispetto al Ftse Mib e registrando la performance più debole tra i bancari.

Il titolo sale dello 0,12% a 1,737 euro, con oltre 58 milioni di azioni trattate fino ad ora, rispetto alla media mensile pari a circa 141 milioni di pezzi.

Ubi Banca: Ops Intesa, adesioni al 90,2%. Successo oltre stime

I due titoli restano sotto la lente del mercato dopo che ieri si è conclusa l'OPS di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.
L'offerta ha registrato adesioni pari al 90,2%, decretandone il successo oltre ogni aspettativa per diversi motivi.

In prims perchè si trattava di un’operazione amichevole ma non concordata, in secondo luogo in due occasioni il CDA di Ubi Banca, anche post rilancio di Intesa Sanpaolo, aveva dichiarato che l’offerta non era adeguata.

Infine, gli analisti di Equita SIM parlano di un risultato superiore alle aspettative anche in ragione del fatto che nelle più recenti OPS la media delle adesioni era stata del 78%.

Ubi Banca-Intesa: ora Opa residuale

Il livello di adesioni premia un’operazione molto trasparente e lineare e gli esperti della SIM milanese confermano la loro sensazione in base a cui il raggiungimento di un’ampia adesione dei soci avrà anche ripercussioni positive sul deal.

Questo perchè perché determina un forte consenso sull’integrazione da parte di tutti gli stakeholders, annullandone i rischi di esecuzione.

Il superamento della soglia del 90% fa scattare l'Opa residuale da parte di Intesa Sanpaolo che ora ha 90 giorni di tempo per ripristinare il flottante o procedere al delisting di Ubi Banca.

Questa seconda strada è quella scelta da Intesa Sanpaolo che non ripristinerà il flottante e quindi ciò determinerà poi l'uscita di Ubi Banca da Piazza Affari.

La banca guidata da Messina si è impegnata però ad acquistare i titoli non consegnati alle stesse condizioni dell’offerta, ossia 17 azioni Intesa Sanpaolo ogni 10 Ubi Banca oltre a 0,57 euro cash, oppure di liquidare i soci, ad un prezzo di circa 3,50 euro.

In caso di adesioni all’Opa residuale al 95%, Intesa Sanpaolo avrà il diritto di acquistare i titoli rimanenti.

Ubi Banca-Intesa Sanpaolo: le prossime tappe verso la fusione

Questa condizione secondo Equita SIM potrebbe ulteriormente accelerare la fusione rispetto alla tempistica originaria, con beneficio in termini di phasing del raggiungimento delle sinergie da costo.

Secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, dopo la conclusione dell'Opas Intesa Sanpaolo potrebbe puntare ad accelerare sul fronte dell'integrazione con Ubi Banca.

Il progetto di fusione potrebbe essere oggetto di voto in occasione dell'assemblea degli azionisti che si terrà nella primavera del prossimo anno.

Ancor prima di questa tappa si procederà alla nomina del nuovo Cda di Ubi Banca e ciò avverrà probabilmente in autunno, mentre entro la fine dell'anno è prevista la cessione degli sportelli Ubi Banca e Bper Banca.

Per Intesa Sanpaolo il consiglio di Equita SIM è di acquistare, con un prezzo obiettivo a 2,2 euro, mentre per Ubi Banca il rating è "reduce", con un target price a 2 euro, dopo che gli analisti hanno consigliato a più riprese di aderire all'Ops.