A Piazza Affari la seduta odierna prosegue in rialzo per i titoli del settore bancario che si muovono in controtendenza rispetto al Ftse Mib.

Ubi Banca in rosso, sale ancora Intesa Sanpaolo

A fare eccezione nel comparto è solo Ubi Banca che dopo due sedute consecutive in rialzo oggi cede lo 0,58% a 3,089 euro, con quasi 3,5 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 7,6 milioni di pezzi.

Diverso l'andamento di Intesa Sanpaolo che oggi sale per la terza seduta di fila, guadagnando lo 0,56% a 1,7914 euro, con più di 54 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media degli ultimi 30 giorni pari a circa 144 milioni di pezzi.

Ubi Banca: Equita consiglia di aderire a OPS Intesa per 10 motivi

Ubi Banca e Intesa Sanpaolo restano sotto i riflettori del mercato mentre prosegue l'OPS lanciata dalla prima sulla seconda.

L'operazione è partita il 6 luglio scorso e si concluderà il 28 luglio e quest'oggi gli analisti di Equita SIM hanno diffuso una ricerca nella quale hanno elencato almeno 10 motivazioni per le quali aderire all'OPS di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.

L'offerta garantisce agli azionisti UBI Banca un premio del 28%, rispetto ai prezzi del titolo il giorno precedente l'annuncio, 7 volte superiore a quello offerto in operazioni simili negli ultimi 20 anni.

2. In assenza dei termini dell’offerta, il premio a cui tratta Ubi Banca rispetto a Bper Banca e Banco BPM, pari rispettivamente al 36% e al 123% si annullerebbe, con conseguente downside sul titolo potenzialmente superiore al 30%.

3. La politica di dividendo di Intesa Sanpaolo in passato è stata ben più generosa di quella di UBI Banca.
Ad esempio se dal 2009 le Fondazioni fossero state azioniste del gruppo guidato da Messina, avrebbero incassato 46 milioni di euro di maggiori dividendi, il 31% in più rispetto a quanto distribuito da Ubi Banca.
Inoltre, con riferimento al periodo 2020-2023 la politica del dividendo di UBI Banca ha un rischio di esecuzione elevato, con un payout medio di circa il 100% rispetto al 70% di Intesa Sanpaolo.

4. Se la BCE rivedesse la decisione sui dividendi, il CDA di Intesa Sanpaolo è disposto a una distribuzione cash equivalente ad un 10% di ulteriore upside per gli azionisti Ubi Banca che aderiranno all’OPS.

Ubi Banca meno equipaggiata e più vulnerabile di Intesa Sanpaolo

5. Ubi Banca è meno equipaggiata per affrontare un aumento degli NPE perché può sopportare un default rate fino al 3% prima di chiudere in perdita, rispetto al 4% di Intesa Sanpaolo.

6. Ubi Banca è più vulnerabile agli effetti del Covid19 perché ha maggiori prestiti ad alto rischio, pari al 22% del totale portafoglio contro il 13% di Intesa Sanpaolo.
Inoltre solo il 41% degli asset di Ubi Banca è investment grade, mentre per Intesa Sanpaolo si sale al 67%.

7. Ubi Banca non ha alternative strategiche, in caso di business combination con Banca Monte Paschi ci sarebbe bisogno di un aumento di capitale da almeno 1 miliardo di euro ante oneri di ristrutturazione.
In caso di M&A con Banco BPM, dovrebbe garantire un premio significativo rispetto ai prezzi di mercato di Banco BPM, viste le differenze di multiplo a cui trattano i due titoli.

Ubi Banca: il track record è molto debole

8. Il track record di Ubi Banca nel raggiungimento dei risultati è estremamente debole perché nel 2013 ha raggiunto solo il 42% dell’obiettivo di utile, l’11% nel 2015 e il 27% nel 2019.
Anche il track-record sui dividendi promessi è stato molto deludente.

9. Ubi Banca ha un track record molto debole in termini reddituali perché dal 2009 il ROTE non ha mai superato il 4,6% ed è stato mediamente dell’1,6%, rispetto al 7% di Intesa Sanpaolo.

10. Aderendo all’offerta gli azionisti UBI Banca possono entrare in un gruppo più strutturato e diversificato sia su base geografica (21% ricavi generati fuori dall’italia) e di prodotto (43% utili non legati al NII), appropriandosi del 43% delle sinergie.