In una nuova nota ai clienti, gli analisti di UBS annunciano che stanno chiudendo il sovrappeso dei titoli azionari dell’Eurozona rispetto al Regno Unito; una decisione spiegata con la convinzione che questa strategia di trading, rivelatasi fruttuosa nell'ultimo anno, risulti adesso meno conveniente alla luce di alcuni indicatori macro (Indici PMI) e del rischio connesso alla risalita dei prezzi del petrolio.

La nuova nota di UBS

“Abbiamo avviato questo trading nel maggio dello scorso anno, in base alle nostre aspettative per una maggiore crescita degli utili nell’Eurozona combinata con una flessione degli utili delle imprese britanniche derivanti dall’aumento della sterlina inglese” scrivono gli esperti della banca elvetica, evidenziando che la loro scelta tattica si è dimostrata corretta: nel periodo considerato, gli indici azionari dell'eurozona hanno registrato una performance superiore di circa il 4% rispetto ai titoli britannici. 

Nel ricordare d'altra parte che la loro sovraesposizione relativa all’Eurozona si basava sul maggior appeal delle valutazioni della zona euro rispetto a quelle del Regno Unito, UBS fa osservare che una riconsiderazione dei catalizzatori che hanno prodotto questa divergenza lascia adesso meno margine per una ulteriore prosecuzione della sovraperformance dell'azionario continentale.

Dati macro e profitti societari

Nonostante infatti l'outlook relativo alla crescita economica ed ai profitti societari dell'area euro resti favorevole, nella loro nota gli analisti osservano che il periodo di accelerazione di punta appare superato, come portano a ritenere le rilevazioni relative ai responsabili degli acquisti di produzione dell’area dell’euro: l'indice PMI, che pure non è un indicatore infallibile del momentum, ha infatti registrato una flessione dai 60,6 punti del dicembre 2017 agli attuali 56,6 punti.