Tempo di consolidamento anche per il settore bancario. Secondo il blog finanziario di Zurigo Inside Paradeplatz, citato da Bloomberg, sarebbe infatti in fase di discussione l'ipotesi di fusione tra i due colossi bancari della Svizzera Ubs e Credit Suisse. Il progetto, chiamato Signal, sarebbe condotto dal chairman di Ubs Axel Weber che oltre che con il collega di Credit Suisse Urs Rohner avrebbe discusso l'idea anche con Ueli Maurer, ministro delle Finanze della Svizzera. E per Inside Paradeplatz il dossier sarebbe già stato sottoposto alla Finma (l'autorità elvetica di vigilanza sui mercati finanziari), per un accordo che potrebbe arrivare a inizio 2021. 

Insieme contro la crisi. Come Caixa e Bankia

Il settore bancario europeo è sotto pressione, visto che all'ormai costante congiuntura caratterizzata da bassi tassi d'interesse si è aggiunto l'impatto dell'epidemia di coronavirus. E il consolidamento è la strada più ovvia da seguire, come testimoniano i negoziati per la fusione, ufficializzati a inizio mese, tra CaixaBank e Bankia. Insieme i due istituti diventerebbero leader del mercato spagnolo (con oltre 650 miliardi di euro di asset), davanti a Santander e Bbva che resterebbero colossi di dimensioni maggiori ma grazie alle attività internazionali.

Ubs-Credit Suisse, nozze a rischio su questione regolatoria

Le nozze tra Ubs e Credit Suisse non sarebbe però di facile realizzazione. "La questione regolatoria sarebbe l'ostacolo maggiore perché i requisiti diventano più severi quanto più grande è un'istituto", è l'opinione di Andreas Venditti, analista di Vontobel citato da Bloomberg, che ritiene che un accordo non sia probabile. Resta poi anche il tema occupazionale: per Inside Paradeplatz una quota tra il 10% e il 20% degli attuali organici sarebbe a rischio (fino a 15.000 lavoratori a livello globale). Per ora, comunque, il mercato ha premiato l'ipotesi: Credit Suisse ha infatti chiuso in rally del 4,33% lunedì a Zurigo, contro il rialzo del 2,47% di Ubs.