L'Europa è da tempo impegnata in una vera e propria lotta alla dipendenza dal settore bancario e, nello stesso tempo, al rafforzamento di un pilastro dell'economia continentale, pilastro al quale l'intera società del Vecchio Continente si è appoggiata da tempo in maniera troppo dipendente favorendo perciò quel legame insano e pericoloso che la Bce e i vertici europei stanno tentando di sciogliere a tutti i costi.

Banche ed economia: troppa dipendenza

Anche perché è stata proprio l'interdipendenza tra Banche ed Economia reale a favorire il peggioramento e soprattutto l'incancrenirsi della crisi che stiamo vivendo ormai da quasi 10 anni e che non sta dando se non pochi accenni di debolezza: i forti colpi datigli dalle misure di stimolo delle varie strategie create dalla Bce hanno potuto molto poco a quanto pare visto che nemmeno un Quantitative Easing potenziato sta facendo invertire la rotta di un'inflazione congelata e di una deflazione sempre più tenace. Per quanto si debba aspettare ancora i tempi tecnici, almeno a detta di Draghi. Il quale, a sua volta non perde occasione per avvertire di una situazione dell'economia europea che resta ancora fragile ed esposta ai vari rischi presenti sul panorama mondiale oltre a quelli già presenti (e più volte ripetuti) all'interno non solo dell'eurozona, contrassegnata da dislivelli interni e da mancanza di coesione e riforme, ma dell'intera Unione Europea. Una Unione che a sua volta può lamentare gli stessi problemi, cui va però aggiunta la tensione politica derivante dalla possibile uscita della Gran Bretagna decretata (forse) dal referendum indetto il 23 giugno.