Finale di settimana non particolarmente vivace a Piazza Affari per Unicredit, che dopo una prima parte di contrattazioni segnata da un'andamento divergente dei bancari del Ftse Mib si è assestata intorno a metà seduta poco sopra la parità.

Alle 15, il titolo si mantiene in area 14,39 euro, in progresso frazionale dello 0,45% e a fronte di volumi di scambio poco significativi: sono finora appena 3,8 milioni le azioni Unicredit transitate sul mercato, a fronte di una media di oltre 18 milioni di azioni negli ultimi tre mesi.

HSBC: Unicredit vale molto di più

Unicredit è tornato quest'oggi nel radar degli analisti di HSBC, che in due diverse note - una più generale sulle condizioni attuali del sistema finanziario italiano ed una specificamente dedicata all'istituto guidato da Jean Pierre Mustier - hanno ribadito che a loro giudizio l'azione merita di invertire la recente sottoperformance in Borsa, che l'ha vista lasciare sul terreno oltre l'8% del suo valore da inizio anno, e ha un potenziale upside di oltre il 30% dalla quotazione attuale. 

Una sottoperformance ingiustificata

Tra i punti messi in rilievo dal broker britannico, c'è anzitutto il fatto che da quando ha cominciato ad allargarsi lo spread tra i titoli di Stato italiani a 10 anni e i Bund tedeschi, nella prima metà di maggio, Unicredit ha registrato la peggior performance all'interno del comparto bancario di Piazza Affari: una debolezza, spiegano gli analisti, che è tanto ingiustificata - considerato che il parametro patrimoniale Cet 1 si manterrà molto al di sopra del 12,5% nel prossimo triennio e che la banca avvierà nel 2020 un attraente piano di distribuzione di dividendi - quanto "contro-intuitiva" ove si consideri la diversificazione del business mix" dell'istituto.