In linea con quanto accaduto anche per altri protagonisti del settore bancario, anche Unicredit ha invertito la rotta rispetto alla mattinata, malgrado il Ftse Mib si confermi ancora in territorio positivo.

Unicredit inverte la rotta dopo il rialzo della mattinata

Il titolo, reduce da due sedute molto pesanti in cui ha perso complessivamente oltre il 10% del suo valore, oggi ha inizialmente imboccato la via dei guadagni, salvo poi cambiare direzione di marcia.

Raggiunto un top intraday a 6,8 euro, Unicredit si è mosso a passo di gambero, complice anche il progressivo allargamento dello spread BTP-Bund.

Negli ultimi minuti il titolo viene scambiato a 6,616 euro, con un calo dello 0,27% e oltre 11 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 28 milioni di pezzi.

Unicredit: domani i conti del 1° trimestre. Cosa prevede il consensus

Unicredit resta sotto i riflettori del mercato in vista dell'appuntamento di domani quando, prima dell'apertura di Piazza Affari, saranno diffusi i conti del primo trimestre.

Il consensus prevede per il periodo esame una perdita netta netta di 1,53 miliardi di euro, dopo aver recepito rettifiche su crediti per 847 milioni di euro, scontando i primi impatti del coronavirus come annunciato dalla banca, e le perdite da investimenti per 1,1 miliardi.

I ricavi dovrebbero calare del 6,1% a 4,479 miliardi di euro, mentre il risultato lordo di gestione dovrebbe riportare una flessione del 12,3% a 1,981 miliardi di euro.

Unicredit: indicazioni preliminari su impatto Covid-19

Da ricordare che lo scorso 22 aprile Unicredit ha fornito un’indicazione preliminare dell’impatto atteso dalla crisi del Covid-19 sul costo del rischio 2020-2021.
Le stime si basano su un calo del PIL in Europa del 13%, seguito poi da un rialzo del 10% nel 2021.

Per quest'anno Unicredit prevede quindi un costo del rischio di 100-120 punti base che riflette sia l’impatto IFRS9 che l’attesa del deterioramento specifico su alcuni settore più esposti alla calo dell’attività economica nel secondo semestre, una volta terminato l’effetto moratoria.

L’indicazione sul 2020 è superiore all'attuale stima di Equita SIM che prevede un costo del credito di 54 punti base, rispetto alla guidance fornita a febbraio di 46 basis points.

Sul 2021 Unicredit stima un costo del credito di 70-90 punti, contro i 50 previsti dalla SIM milanese.

Infine, con rifermento al primo trimestre di quest'anno Unicredit prevede un costo del credito di 110 punti base, anticipando che apporterà 0,9 miliardi di euro in più di rettifiche su crediti.

In attesa dei conti ufficiali in arrivo domani, gli analisti di Equita SIM mantengono una view cauta su Unicredit, con una raccomandazione "hold" e un prezzo obiettivo a 9,8 euro.

Unicredit: la preview di KBW sui numeri del 1° trimestre

A scommettere sul titolo è invece KBW, con un rating "outperform" e un target price tagliato il mese scorso da 16,6 a 11 euro.

Per il primo trimestre gli analisti si aspettano una perdita di 2,04 miliardi di euro rispetto all'utile di 1,17 miliardi dello stesso periodo del 2019, mentre i ricavi sono visti in calo da 4,76 a 4,42 miliardi e il Common Equity Tier 1 in rialzo dal 12,25% al 13,52%.

Indicazioni bullish per Unicredit anche da Jefferies che di recente ha ribadito la raccomandazione "buy", con un fair value a 10,3 euro.

In attesa dei conti in arrivo domani, il broker ritiene che il gruppo, grazie al suo forte Cet1, può affrontare un approccio conservativo.

Unicredit resta nella conviction buy list di Goldman Sachs

Bione notizie anche da Goldman Sachs che proprio venerdì scorso ha confermato Unicredit nella sua conviction buy list, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo ritoccato verso l'alto da 10,7 a 11,2 euro.

A dispetto del taglio delle stime deciso per l'intero settore bancario, gli analisti non sono intervenuti su quelle di Unicredit che resta la loro top pick in Italia.

Unicredit sotto la lente di Bank of America

Quest'oggi anche i colleghi di Bank of America hanno rinnovato l'invito ad acquistare il titolo, con un target price a 9,6 euro.

Secondo gli analisti, mentre le altre banche dovrebbero mostrare nel complesso un certo grado di resistenza nel primo trimestre, Unicredit invece vedrà il periodo in esame fortemente influenzato da voci una tantum.

Unicredit: per Credit Suisse può raddoppiare di valore

Infine, a puntare senza indugio sul titolo è anche Credit Suisse che ha un rating "outperform", con un fair value tagliato di recente da 16 a 12,5 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 90% rispetto alle quotazioni correnti di Borsa.

Secondo gli analisti grazie al bilancio diversificato e molto capitalizzazione, Unicredit è ben posizionato in una serie di potenziali scenari di ripresa.