L’ultima seduta della settimana si è conclusa in maniera contrastata per i due big del settore bancario, Unicredit e Intesa Sanpaolo, che si sono mossi quest’oggi lungo binari opposti. Dopo aver chiuso la giornata di ieri con un affondo entrambi di circa quattro punti e mezzo percentuali, quest’oggi Unicredit ha registrato la peggiore performance nel settore di riferimento, fermandosi a 4,07 euro, con una flessione dello 0,73% e oltre 158 milioni di azioni passate di mano, poco meno del doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 87 milioni di pezzi.
Ben diversa la conclusione di Intesa Sanpaolo che ha invce sfoderato un bel rally, sfruttando a dovere il rimbalzo di Piazza Affari e mettendo a segno la migliore performance nel comparto bancario. Il titolo ha terminato gli scambi a 1,402 euro, con un rally del 3,01% e oltre 156 milioni di azioni transitate sul mercato, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 148 milioni di titoli.
Tralasciando l’andamento odierno, cattive notizie sia per Unicredit che per Intesa Sanpaolo arrivano da Berenberg, i cui analisti hanno ribadito la loro view negativa sull’intero settore bancario di Piazza Affari. Gli analisti segnalano che gli istituti di credito italiani stanno perdendo il loro vantaggio storico di un maggior net interest margin rispetto ai competitors europei, a causa di un maggior costo base e di un più elevato costo del rischio.
Alla luce di ciò è negativo il giudizio su Unicredit e Intesa Sanpaolo che sono entrambi da vendere secondo il brokers, con un prezzo obiettivo a 2,5 euro nel primo caso e a 1 euro nel secondo. Come si può notare si tratta di valori ben lontani dagli attuali livelli di Borsa e implicano pertanto un rilevante potenziale di downside.