Il rimbalzo messo a segno oggi dal Ftse Mib ha visto il ritorno degli acquisti sui titoli del settore bancario, tra i quali ha fatto eccezione solo Mediobanca che ha chiuso in calo dello 0,78%.

Unicredit in rally, sale meno Intesa Sanpaolo

Ad indossare la maglia rosa nel comparto è stato Unicredit che, dopo aver chiuso la sessione di ieri fermandosi appena sotto la parità, anche quest'oggi ha mostrato più forza relativa del Ftse Mib.

Il titolo ha terminato gli scambi a 7,37 euro, con un rally del 5,29% e quasi 39 milioni di azioni transitate sul mercato, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 22 milioni di pezzi.

Ha mostrato una vivacità ben più contenuta l'altro big del settore bancario, Intesa Sanpaolo, che dopo aver lasciato sul parterre ieri circa tre punti percentuali, oggi ha recuperato meno.

Il titolo si è accontentato di un rialzo dell'1,18%, inferiore anche a quello del Ftse Mib, fermandosi a 1,4252 euro.
Molto sostenuti i volumi di scambio visto che a fine giornata sono transitate sul mercato quasi 317 milioni di di azioni, più del doppio della media mensile pari a poco meno di 150 milioni di pezzi.

Unicredit e Intesa spinti da crollo spread e rally BTP

I due titoli hanno dato vita al rimbalzo odierno ricevendo un grande aiuto dal mercato obbligazionario che oggi ha vissuto una seduta da incorniciare.

Lo spread BTP-Bund è crollato del 25,5%, fermandosi a 199,3 punti base e una valanga di acquisti si è riversata sui BTP, tanto che il rendimento del decennale ha accusato un affondo del 25,07%, scendendo all'1,829%.



Unicredit e Intesa Sanpaolo invece non si sono lasciati condizionare più di tanto dalle indicazioni arrivate da Equita SIM, visto che il primo è salito ben più del secondo, a dispetto proprio delle mosse annunciate dagli analisti. 

Intesa Sanpaolo promosso da Equita. Ora è buy

Questi ultimi hanno deciso di riservare una promozione ad Intesa Sanpaolo, alzando il rating da "hold" a "buy", a fronte di un prezzo obiettivo invariato a 2,4 euro.

In seguito a questo upgrade il titolo è stato inserito nel portafoglio raccomandato di Equita SIM, con un peso di 1.080 punti base.

Gil analisti evidenziano che il quadro macro globale legato al coronavirus si è ulteriormente deteriorato.
Questa evoluzione ha spinto gli esperti ad adottare un approccio ancora più prudente a livello di portafoglio.

Al suo interno è sembrato necessario implementare una strategia ancora più difensiva sul settore bancario domestico, attraverso un flight to quality che ha portato ad inserire in portafoglio Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo: i motivi alla base della view bullish degli analisti

Gli analisti spiegano che la loro view positiva sul titolo è supportata dal fatto che Intesa Sanpaolo è la banca che, in base ai loro calcoli, è maggiormente resiliente a shock esterni, in quanto può assorbire, a parità di altre condizioni, un aumento di 4 volte nel default rate medio dei prossimi anni, rispetto a 3 volte della media delle altre banche.

Inoltre,  grazie al controllo di tutte le fabbriche prodotto, Intesa Sanpaolo è in grado di internalizzare tutta la marginalità dei business ed ha quindi maggior resilienza in termini di ricavi e reddito operativo.

A ciò si aggiunga che negli anni il management ha dimostrato un ottimo track-record in termini di remunerazione degli azionisti, distribuendo 20 miliardi di dividendi cumulati negli ultimi 10 anni.

Infine, secondo Equita SIM, una volta che lo shock esterno sarà riassorbito, il posizionamento competitivo di Intesa Sanpaolo migliorerà ulteriormente in termini assoluti e relativi grazie all’acquisizione di UBI Banca.



Unicredit incassa un downgrade da Equita

Coerentemente con l’approccio di flight to quality sulle banche di cui abbiamo parlato prima, Equita SIM ha deciso di bocciare Unicredit, che esce dal portafoglio raccomandato, in seguito ad un cambio di rating da "buy" a "hold", a fronte di un prezzo obiettivo tagliato dell'8% a 14,3 euro, valore che implica comunque un potenziale di upside di quasi il 100% rispetto alle quotazioni correnti di Borsa.

Unicredit piace meno di Intesa Sanpaolo: ecco perchè

Secondo gli analisti, rispetto a Intesa Sanpaolo, Unicredit è un titolo meno difensivo, nonostante la valutazione a forte sconto. 

Questo perchè essendo una G-SIFI deve rispettare il più stringente requisito di Pillar1 TLAC, che impone nel medio termine maggiori vincoli alla distribuzione di dividendi e un’attività di funding più intensa.

Da notare inoltre che nelle ultime 3 crisi Intesa Sanpaolo ha sempre sovraperformato a 6 mesi Unicredit, mediamente del 18%.

La qualità dell’attivo di Intesa Sanpaolo è storicamente superiore a quella di Unicredit, con un default rate negli ultimi 2 anni 2 volte inferiore.

Infine, l’esposizione a mercati esteri, quali ad esempio la Russia, è percepita come un ulteriore fattore di rischio rispetto al business di Intesa Sanpaolo che è prevalentemente domestico.