Giornata decisamente importante per le Borse del Vecchio Continente. Francoforte (+0,8%), Londra (+0,7%) e Parigi (+0,5%) concludono la seduta con rialzi decisamente interessanti, mentre la nostra Piazza Affari rimane in territorio negativo penalizzata dalle vendite che hanno particolarmente riguardato il comparto bancario.

Gli acquisti a Francoforte hanno premiato soprattutto Lufthansa (+4,4%), Infineon (+2,9%) e Volkswagen (+1,9%), ma forse la maggiore sorpresa è arrivata da Deutsche Bank (+1,9%) che, a dispetto dell’andamento del comparto in Europa ha trovato ancora nuovi compratori. Sembra proprio che per il colosso bancario teutonico il peggio possa essere alle spalle.

Il nostro Ftse Mib (-0,03%), invece, non è riuscito a ritrovare il segno più nemmeno nell’asta di chiusura. L’indice principale della Borsa italiana tornava a traguardare in apertura quota 22.000 punti, ma immediatamente veniva investito da un’ondata di vendite. Ritornato ben presto al di sotto della parità rimaneva per l’intera seduta in un range ridotto senza beneficiare di un’apertura a Wall Street migliore delle attese.

Vedendo i quattro titoli che hanno occupato le ultime posizioni della classifica: Unicredit (-1,50%), Ubi Banca (-1,16%), Banco BPM (-1,03%) e Bper Banca (-0,79%) si capisce immediatamente chi ha frenato il Ftse Mib.

Dalle comunicazioni della Consob abbiamo appreso che sono state aumentate le posizioni corte su diversi titoli del comparto, Unicredit poi è stata particolarmente penalizzata dal mercato dopo un report di Kepler Cheuvreux che ha tagliato le stime sugli utili nel biennio 2018/2019 per l’Istituto guidato da Jean Pierre Mustier.