Non credo vi siano parole per descrivere questo disperato aumento di capitale da parte di Unicredit, un aumento che nelle dimensioni, nello sconto e nella dinamica non ha uguali nella recente storia della “tempesta perfetta”.

MILANO (MF-DJ)–Unicredit ha sottoscritto il contratto di garanzia relativo all’aumento di capitale da 7,5 mld euro che si appresta ad affrontare. Il consorzio di garanzia, spiega una nota, e’ coordinato e diretto da BofA Merrill Lynch, Mediobanca e UniCredit Cib in qualita’ di joint global coordinator e joint bookrunner ed e’ composto, oltre che da BofA Merrill Lynch e Mediobanca, anche da B.Imi (Intesa Sanpaolo), BnpParibas, Credit Suisse, Deutsche Bank, Hsbc, JpMorgan, SoGen e Ubs in qualita’ di joint bookrunner, da Ing, Nomura, Rbc, Rbs e Santander in qualita’ di co-bookrunner, da Bbva, Credit Agricole Cib, Mizuho International, Mps Capital Services in qualita’ di co-lead manager, e da B.Akros (B.P.Milano), B.Aletti (B.Popolare), Banca Carige, Equita Sim, Intermonte, Investec Bank e Keefe, Bruyette&Woods in qualita’ di co-manager.

Non credo di aver mai assistito ad un consorzio di garanzia per l’aumento di capitale di queste dimensioni, un consorzio che da l’idea di un campagna della disperazione, quasi a cercare disperatamente di raggiungere ogni rivolo di liquidità in ogni parte del mondo e non solo in Italia, Germani, Polonia e Austria.

I membri del consorzio di garanzia si sono impegnati a sottoscrivere le azioni ordinarie che non saranno sottoscritte al termine dell’offerta in opzione e della successiva offerta sul Mta dei diritti di opzione non esercitati, fino all’importo complessivo di 7,5 miliardi di euro.