A Piazza Affari quest'oggi non pasa certo inosservato il crollo registrato da Unicredit che dopo due sedute consecutive in salita e dopo aver chiuso quella di ieri con un progresso di oltre un punto percentuale, viene bersagliato dalle vendite oggi.

Il titolo, che occupa l'ultima posizione nel paniere del Ftse Mib, ha avviato gli scambi già in flessione e ha ampliato progressivamente le perdite. Negli ultimi minuti Unicredit si presenta a poca distanza dai minimi intraday a 11,302 euro, con un affondo del 4,27% e oltre 13 milioni di azioni già scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 17 milioni di pezzi.

I numeri del terzo trimestre: ricavi oltre le stime, ma non l'utile

Per Unicredit si è rivelato fatale l'appuntamento con i conti del terzo trimestre, archiviato con un utile netto rettificato pari a 875 milioni di euro, in rialzo del 4,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma al di sotto dei 906 milioni previsti dal consensus. L'utile netto si è attestato a 29 milioni di euro, considerando la svalutazione della controllata turca Yapi Kredi che ha pesato per 846 milioni di euro.

In rialzo del 2% i ricavi che si sono attestati a 4,814 miliardi di euro, oltre i 4,771 miliardi attesi dal mercato. Il risultato è stato ottenuto grazie ai maggiori ricavi commerciali che hanno compensato i minori proventi di negoziazione registrati in un contesto di mercato sfavorevole.

Il risultato netto di gestione è cresciuto del 23,6% a 1,53 miliardi di euro, al di sopra degli 1,4 miliardi attesi. Meglio del previsto anche i costi operativi che sono scesi del 7,7% a 2,592 miliardi di euro, al di sotto dei 2,666 miliardi attesi dalla comunità finanziaria.