In linea con quanto accaduto per il Ftse Mib, che dopo un avvio positivo ha cambiato direzione di marcia, anche Unicredit oggi ha mostrato un andamento simile, pur riuscendo a difendersi meglio dell'indice di riferimento.

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un frazionale rialzo dello 0,22%, mostrando più forza dell'indice di riferimento, oggi ha avviato gli scambi in progresso, salvo poi muoversi a passo di gambero.

Negli ultimi minuti Unicredit viene fotografato a 12,438 euro, con un ribasso dello 0,99% e oltre 11 milioni di azioni scambiate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 19 milioni di pezzi.

Unicredit riduce la quota in Yapi Kredi

Il titolo resta sotto i riflettori del mercato dopo che nel week-end, in linea con quanto anticipato nelle scorse settimane, il gruppo ha raggiunto un accordo per cedere il 9,02% di Yapi Kredi, attualmente detenuto nella joint-venture KFS insieme al gruppo Koç, uscendo anche dalla joint-venture stessa.

Il prezzo di cessione incorpora uno sconto dell’11% rispetto al prezzo di chiusura di Yapi di venerdì.

Unicredit riduce quindi la sua quota nella terza banca turca dal 41% al 31,93%: a seguito dell’operazione la quota viene detenuta in via diretta e non tramite una joint-venture, quindi secondo Equita SIM è molto probabile che in tempi brevi il gruppo guidato da Mustier decida di cedere l’intera partecipazione sul mercato.

Unicredit: impatti e benefici della mossa in Turchia

Il deal comporta un impatto negativo di 400 milioni di euro sul conto economico e sul Common Equity Tier 1 del quarto trimestre, di cui 110 milioni per lo scioglimento anticipato della joint-venture e 150 milioni a titolo di imposte, cui si aggiungono altri 600 milioni di impatti negativi attesi nel 2020, dovuti al rilascio della riserva negativa di cambio (nessun impatto sul CET in quanto già dedotta a capitale).