Giordano Beani, head of Multi-Asset Fund Solutions Italy di Amundi SGR, spiega che l’ottava sinfonia del compositore austriaco Franz Schubert è nota come l’Incompiuta. Schubert, infatti, tra i padri del romanticismo musicale, non completò mai la partitura per orchestra del terzo movimento, che rimase pertanto “incompiuta” alla sua scomparsa nel 1828 a soli 31 anni. Altra caratteristica di questa sinfonia è che fu scritta in una tonalità insolita, almeno per i grandi classici, il si minore. Ebbene, seppur grandi passi avanti si siano fatti nell’incontro bilaterale a Washington tra Stati Uniti e Cina in merito all’annosa questione delle dispute commerciali, essa rimane ad oggi di fatto “incompiuta”. E la risposta dei mercati azionari, in tono maggiore per tutta la settimana, è finita con un “si minore” venerdì, con una chiusura dell’Indice S&P 500, sì positiva (+1,09%), ma ben al di sotto del +1,8% registrato a metà giornata.

Veniamo ai fatti. Alla conclusione dei due giorni di incontri delle delegazioni statunitense e cinese, Trump ha annunciato che non procederà con il rialzo delle tariffe sui primi 250 miliardi di beni cinesi dal 25 al 30% previsto per il 15 ottobre. Contestualmente è stato annunciato che la Cina provvederà ad acquistare 50 miliardi di dollari su base annua di prodotti agricoli statunitensi e che allenterà i vincoli alla partecipazione straniera nel capitale delle aziende cinesi. L’annuncio però non è corredato da nessun accordo scritto ed il Presidente Trump ha dichiarato che ci vorranno fino a cinque settimane per stilare un accordo scritto più ampio. Non solo, ma il Rappresentate al commercio USA Robert Lighthizer ha affermato che nessuna decisione è stata presa sull’aumento delle tariffe previsto per dicembre sui restanti 300 miliardi di importazioni dalla Cina. Il prossimo appuntamento ai massimi vertici dovrebbe avvenire il 16 novembre, allorché sia Trump sia Xi Jinping dovrebbero partecipare all’incontro in Cile dei Paesi aderenti all’APEC (Asia Pacific Economic Cooperation). Sulle nostre rive dell’Atlantico intanto, altrettanto incompiute appaiono le trattative tra il Regno Unito e l’Unione Europea volte ad evitare un’uscita al buio alla fine ormai prossima del periodo di rinvio previsto per il 31 ottobre. Nonostante intensi negoziati durante il week end, mentre scriviamo il nodo fondamentale dei confini doganali dell’Irlanda del Nord rimane irrisolto, data l’opposizione del DUP Democratic Unionist Party), la forza politica nord irlandese che sostiene il Governo Johnson, a qualsiasi forma di controllo doganale tra la propria regione ed il resto del Regno Unito.