Il petrolio è senza ombra di dubbio una delle fonti di guadagno più redditizie per i paesi che lo producono e che lo commercializzano, ma il mercato delle materie prime non dà sempre i risultati sperati, in quanto il prezzo al barile varia costantemente.

Sino a pochi giorni fa, il prezzo del petrolio aveva subito un brusco ribasso di circa 4 punti percentuali. Nell’ultima settimana, gli stock di greggio hanno fatto registrare un netto e vertiginoso incremento, sorprendendo gli analisti finanziari.

Scorte di petrolio in netto rialzo

Secondo alcune dichiarazioni di esperti del settore delle materie prime il fattore scatenante, alla base del rialzo delle scorte di petrolio, è stata la grande quantità di greggio prodotta dagli Stati Uniti d'America.

Notizia confermata da una fonte autorevole come l'EIA, la quale dopo una analisi accurata del caso, segnala che la produzione degli Stati Uniti ha superato i 12.3 milioni di barili al giorno, mentre l'export generale arriva nei primi mesi del 2019 a soli 3 milioni di barili.

Altro fattore scatenante è stato il comportamento della Russia, la quale non pensando al rischio contaminazione, ha continuato l'esportazione di materie prime verso l'Europa Orientale.

Tutto questo ha portato alla valuta del Brent di $70.5 e del Wti di $61.7.

Tornando a parlare degli Stati Uniti è stata un'altra notizia a portare clamore: si tratta di una mossa ben studiata da Donald Trump e riguarda la cancellazione delle esenzioni che permettevano ad alcuni paesi di poter eseguire scambio di greggio con Teheran.