Usa, una luce fra le nubi

La situazione macro è ancora difficile e la Borsa soffre. Ma le banche rendono i prestiti. Di M.Caprotti

Le nubi continuano ad offuscare il panorama americano. Anche se, a ben guardare, qualche spiraglio di luce si intravede. L’indice Msci North America nell’ultimo mese (fino al 10 giugno e calcolato in euro) ha perso quasi l’1,7%. Colpa soprattutto della forte volatilità che attraversa Wall Street, il mercato più sensibile agli avvenimenti finanziari mondiali. Ma anche della situazione macroeconomica che ancora stenta a ripartire.Secondo La Mortgage Bankers Association (l’associazione che riunisce le banche specializzate in mutui), i prestiti per l’acquisto di case nella settimana che si è chiusa il 5 giugno sono scesi del 7,2%, rispetto ai sette giorni precedenti. Si tratta del dato peggiore da febbraio. La continua crisi del mattone, peraltro, viene confermata anche da altri elementi. Toll Brothers e Hovnanian Enterprises (due dei maggiori gruppi di costruzioni del Paese) hanno riportato perdite trimestrali superiori alle peggiori previsioni degli analisti. Nel frattempo, i prezzi delle abitazioni stanno scendendo ai livelli del 2002.Altre notizie negative sono arrivate dal fronte del deficit commerciale. Ad aprile, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Commerce Department, il gap fra importazioni e vendite all’estero è aumentato del 2,2%, arrivando a 29,2 miliardi di dollari. E la situazione, ha spiegato il Segretario del tesoro Timothy Geithner potrebbe peggiorare. Se l’economia Usa nei prossimi mesi dovesse iniziare ad espandersi (così come è previsto dal governo federale) le importazioni salirebbero. Le esportazioni, invece, continueranno a soffrire finché i principali mercati di sbocco per i beni americani (principalmente Giappone ed Eurolandia) non si riprenderanno.