I riflettori tornano ad accendersi sulle utility sulla scia di due temi chiave che sono stati portati in primo piano in questi giorni dalla stampa e su cui si sono soffermati gli analisti di Equita SIM.

Utility: rumor su pressing Governo per accelerare ok a rinnovabili

Uno è quelle delle energie rinnovabili: secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il Parlamento e in particolare la Commissione Industria ed altri gruppi parlamentari, avrebbero siglato una lettera inviata al Governo per accelerare sui temi del rilascio autorizzazioni alle fonti rinnovabili (RES).

Il tasso di crescita attuale, infatti, non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi Italiani al 2030, tenendo presente che i target verranno ulteriormente innalzati con la pubblicazione del prossimo Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) che dovrà recepire gli obiettivi europei rivisti al rialzo, dal 40% al 55%-60% di riduzione emissioni.

Utility: il commento di Equita SIM e i titoli da tenere d'occhio

Equita SIM ricorda il Governo ha già recentemente migliorato la situazione consentendo ai progetti di repowering di partecipare alle aste (Erg potrebbe già partecipare a maggio con 220 MW circa) e con alcune facilitazioni autorizzative che miglioreranno la situazione durante il 2021.

Gli analisti della SIM milanese confermano la view positiva, evidenziando che il tasso di crescita della capacità necessaria aumenterà significativamente durante il 2021 ed i prezzi in asta sono ancora sostenuti.

Quanto alle utilities quotate a Piazza Affari, gli analisti segnalano che tra i titoli più esposti per la crescita di capacità troviamo Enel tra le blue chips e ERG, Falck Renewables e Alerion tra i titoli a minore capitalizzazione.

Utility: nei prossimi giorni il TAP entrerà in esercizio

Nei giorni giorni intanto, sempre il Sole 24 Ore ha sottolineato che la settimana prossima entrerà in esercizio il TAP, pipeline che permetterà di importare a regime nel 2021-2022 circa 8-10 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerebajan.

Si tratta di circa il 2%-3% dei consumi europei, ma rispetto ai consumi italiani di circa 70 miliardi di metri cubi, l’incidenza è più significativa dell'11%-14%.

Il Sole 24 Ore ha sottolineato che i contratti a lungo termine siglati per l’import di gas sul TAP da parte di Hera, Enel, Axpo, Engi, Uniper ed altri, assicurano un vantaggio commerciale in quanto i prezzi non sarebbero indicizzati al prezzo dell’oil, ma legati al prezzo spot del mercato italiano (PSV).

Equita SIM ricorda che storicamente il prezzo del gas in Italia è stato a premio rispetto al prezzo europeo di 1-2 euro/mwh ed i prezzi forward già includono una chiusura di questo spread sotto 1 euro/mwh.

Si potrebbe però creare della volatilità sui prezzi anche più significativa per la quantità di gas che arriverà sul mercato ed i favorevoli meccanismi di indicizzazione dei contratti dei suppliers.

Il rischio è soprattutto per i prezzi finali dell’energia elettrica sul PUN che vengono fissati dagli impianti CCGT.

Utility e TAP: le società maggiormente esposte a Piazza Affari

Le società maggiormente esposte sono i produttori di energie idroelettriche che teoricamente vedrebbero pressione sui prezzi marginali dell’energia stimabile in 2-3 €/mwh.

A2A ha una produzione annuale di energia idroelettrica/WTE di circa 5 twh ed Erg di 1 Twh.

Equita SIM segnala esposizioni anche per Enel, Iren (sia Idro che Waste) ed in generale per i power generators rinnovabili come Falck Renewables e Alerion.

Da evidenziare infine una piccola esposizione anche per Hera per le produzioni dei Wte.