La settimana scorsa i mercati azionari hanno continuato ad apprezzare molto la modalità con cui i cinesi hanno affrontato il virus, attribuendo alle energiche misure di contenimento del contagio, che il governo ha attuato, il potere di debellare presto l’epidemia.

D’altra parte il governo cinese, pur nella babele delle cifre comunicate e dei cambiamenti attuati nelle modalità di conteggio, ha rimarcato che il ritmo dei contagi sta diminuendo, rafforzando la convinzione dei mercati che il picco stia per essere raggiunto.

Le misure economiche per alleviare l’impatto recessivo che inevitabilmente avrà il fermo all’attività per gran parte delle provincie cinesi, che si è protratto praticamente per tre settimane, sono state anch’esse imponenti. Alle ripetute iniezioni di liquidità da parte della PBC, la banca centrale cinese, si è aggiunta una sorta di moratoria nei confronti delle imprese che in questo periodo non pagano gli interessi per colpa del virus. Non verranno inserite nell’elenco degli insolventi.

Alle rassicurazioni provenienti da fonte cinese si sono poi aggiunte in settimana le parole pronunciate da Powell nelle audizioni davanti ai due rami del Congresso USA, durante le quali ha confermato la sua idea che l’economia USA è solida e per ora non ci sono motivi di preoccuparsi per il virus, ma ha anche rassicurato che in caso di necessità l’intervento della FED non mancherà e potrà essere anche “aggressivo”.

I mercati, che già da tempo stanno scontando un rapido ritorno ad una normalità drogata, non si sono fatti ripetere il ritornello ed hanno messo a segno un’altra settimana piuttosto positiva.