Pfizer per ora non offre certezze ma certo è la più vicina ad avere una tempistica per il suo vaccino contro il Covid-19. Albert Bourla, chief executive della big pharma newyorkese, in una lettera pubblicata sul sito del gruppo ha voluto prima di tutto fare chiarezza su quali siano i passi necessari per introdurlo sul mercato. Chiarezza resa ancora più necessaria date le aspettative di "miliardi di persone, milioni di aziende e centinaia di governi" in tutto il mondo, in un'emergenza sanitaria senza precedenti nella storia o quanto meno nell'ultimo secolo.

Entro fine novembre possibile autorizzazione uso d'emergenza

Bourla ha spiegato che entro la fine di ottobre il comitato di scienziati indipendenti che deve valutare i risultati dei test (Pfizer non è a conoscenza di quali pazienti ricevano il vaccino e quali il placebo) potranno comunicare se il trattamento sia efficace. Nel giro di pochi giorni la notizia potrebbe essere di pubblico dominio, ma si tratta solo del primo dei tre step necessari. Il secondo è la sicurezza: il che significa che il farmaco potrebbe essere anche efficace ma non deve presentare il rischio di effetti collaterali tali da renderlo inutilizzabile. La U.S. Food and Drug Administration (Fda) richiede due mesi di dati certi dalla fine della somministrazione su almeno la metà dei partecipanti per garantire l'Emergency Use Authorization (Eua, autorizzazione per uso d'emergenza). "Sulla base dei nostri trial attuali e del ritmo di dosaggio, stimiamo di raggiungere questo traguardo nella terza settimana di novembre", ha spiegato Bourla.

Il vaccino potrà arrivare solo dopo le presidenziali Usa

Per quanto riguarda il terzo punto, la capacità produttiva (bisogna dimostrare "la qualità e la consistenza del vaccino che verrà prodotto"), Bourla non sembra avere dubbi. "Prevediamo di avere i nostri dati di produzione pronti per la presentazione prima che venga raggiunto il traguardo della sicurezza", ha spiegato il numero uno di Pfizer (che sta sviluppando il vaccino insieme alla tedesca BioNTech). La notizia, ovviamente, sarebbe molto positiva per tutto il mondo, per l'economia e i mercati azionari, a partire da Wall Street. Non però per chi puntava sul vaccino in ottica elettorale: la tempistica di Pfizer è rincuorante ma rimanda la risposta definitiva a dopo il 3 novembre, data in cui gli americani saranno chiamati a scegliere il nuovo inquilino della Casa Bianca.

(Raffaele Rovati)