Se a caldo l'annuncio di Pfizer di un'efficacia superiore al 90% nei test della Fase 3 per il suo vaccino contro il Covid-19 (in fase di sviluppo da parte della big pharma newyorkese insieme alla partner tedesca BioNTech) lunedì aveva messo le ali a Wall Street, con i future di S&P 500 e Nasdaq volati sui massimi storici d'inizio settembre, a fine seduta il reale impatto della notizia sulle aziende ha mostrato le due facce della medaglia. E se il Dow Jones Industrial Average ha iniziato l'ottava in rally del 2,95% per S&P 500 e, soprattutto, Nasdaq le cose sono andate diversamente (il primo ha pur sempre guadagnato l'1,17% lunedì, mentre il secondo ha perso l'1,53%). Degli undici settori che compongono l'S&P 500 sette hanno registrato progressi mentre per Communication Services, Consumer Discretionary, Consumer Staples e Technology la sessione è stata negativa.

La rivincita per ristorazione, turismo, intrattenimento

Un andamento speculare rispetto a quanto registrato nel pieno della crisi del Covid-19, quando i settori dei beni di largo consumo ma ancora più quelli di tecnologia e comunicazioni festeggiavano il confinamento domestico di centinaia di milioni di persone nel mondo. Monetizzavano il telelavoro, la necessità di contatti a distanza, la corsa ai beni primari (alimentari soprattutto), la voglia di distrazione, sempre e comunque nella "prigionia" delle mura domestiche. Certo non succederà domani e neppure nei prossimi mesi (probabilmente bisognerà attendere tutto il 2021) ma quando alla fine un vaccino (che sia quello di Pfizer o no poco conta) riuscirà a debellare il coronavirus sarà la rivincita per ristorazione, turismo, intrattenimento.

Affondano Netflix, PayPal, Zoom e le cyclette di Peloton

Per questo lunedì la vetta dell'S&P 500 è stata conquistata da Carnival Corporation, con un balzo del 39,29% (il titolo resta in declino di quasi il 60% negli ultimi dodici mesi). Il colosso delle crociere, come le sue rivali (come l'industria del trasporto aereo, come tutte le aziende legate al turismo, dagli albergatori ai siti di prenotazioni), era quello che più avevo sofferto, nel business e in Borsa, gli effetti della pandemia. Segno opposto, invece, per quelli che avevano festeggiato nei mesi scorsi: tra i peggiori titoli nella seduta al Nasdaq ci sono stati infatti quelli di Zoom Video Communications (il fenomeno delle videoconferenze nel lockdown), PayPal (leader nei pagamenti online), Netflix (pioniere dello streaming e alfiere del binge watching di serie tv). Anche Peloton Interactive è andata a fondo al Nasdaq (20,29% il suo crollo): il produttore newyorkese di cyclette e tapis roulant (e fornitore di corsi di fitness in streaming) giusto in settembre celebrava il primo trimestre in utile da società quotata ma quando le palestre potranno finalmente riaprire in sicurezza il suo business ovviamente è destinato rallentare la corsa.

(Raffaele Rovati)