Vendite di auto in netto calo a maggio. Affondo ancora più pesante per Fiat

Anche a maggio le immatricolazioni hanno riportato una flessione a doppia cifra: pesa la mancanza degli incentivi. Brusco arretramento per la quota di mercato del Lingotto.

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Anche il mese di maggio non ha riservato nulla di buono per le vendite di auto in Italia che al pari di quanto accaduto ad aprile hanno registrato un altro pesante calo. In tarda mattinata anticipazioni in questa direzione si sono avute dal Centro Studi Promotor che parlato dell’attesa di un calo a doppia cifra per le immatricolazioni di maggio, per via dell’assenza degli incentivi statali. Previsioni che sono state puntualmente confermate dai dati ufficiali diffusi nel tardo pomeriggio dal Ministero dei Trasporti. Da quest’ultimo si è appreso che a maggio sono state immatricolate 167mila autovetture, con una flessione del 13,79% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in lieve recupero rispetto al calo del 15,65% registrato ad aprile. Commentando questi numeri il Centro Studi Promotor ha parlato di un nuovo pesante calo che fa seguito a quello di aprile, il primo mese in cui hanno iniziato a manifestarsi gli effetti della fine degli incentivi del 2009 alla rottamazione e all’acquisto di auto ecologiche. La gravità della situazione del mercato italiano delle quattro ruote viene testimoniata anche dal fatto che l‘86% dei concessionari dichiara affluenza di visitatori negli show room su bassi livelli e l’88% parla di livelli molto contenuti di acquisizioni di ordini, cui si aggiunge il 94% che lamenta una remuneratività delle vendite su livelli inadeguati. Per il CSP sono inoltre negative le prospettive per i mesi a venire, visto che oltre la metà dei concessionari interpellati si aspetta una domanda in contrazione.Non diverse le indicazioni che arrivano dal presidente dell’ANFIA secondo cui il trend negativo delle immatricolazioni, inaugurato negli ultimi due mesi, è destinato a proseguire. Gli ordini sono in forte calo anche a maggio e presentato una flessione di circa il 25% da inizio anno.