Il petrolio corre. Per quanto possa correre il petrolio in un orizzonte caratterizzato da tante, troppe incertezze. Ad ogni modo adesso il greggio riesce a ritrovare una certa direzionalità grazie a due aiuti arrivati quasi in contemporanea e in maniera del tutto inattesa: il mini dollaro e la crisi Venezuelana. 


Partiamo dal mini dollaro

La prima spinta è arrivata da una continua e reiterata debolezza del biglietto verde, debolezza che ha favorito gli acquisti sulle materie prime, notoriamente quotate in dollari, in primis il petrolio. Le ultime notizie danno il cambio euro dollaro a 1,18. Sempre collegata agli Usa è anche la questione venezuelana. I disordini registrati a Caracas e dintorni dopo le elezioni dell'Assemblea Costituente chiamata a cambiare la Costituzione della nazione dando più poteri all'attuale presidente Nicolas Maduro, hanno creato problemi nei rapporti tra le varie cancellerie, prima fra tutte quella statunitense. Washington, infatti, interessata anche a distrarre l'opinione pubblica dai diversi problemi politici interni derivanti dal Russiagate e dal caos in cui si trova la Casa Bianca (almeno stando al 60% degli statunitensi) dopo il licenziamento dell'ultimo capo della comunicazione Anthony Scaramucci, ha minacciato sanzioni contro la nazione sudamericana. A prescindere dalle risposte di Maduro che ha già fatto sapere di non tenere in alcuna considerazione il parere e le azioni del repubblicano, restano comunque gli effetti che le sanzioni potrebbero avere sul prezzo del petrolio. Il tutto senza contare la questione, ancora aperta, dell'Opec e dell'effettiva efficacia dei tagli operati alla produzione.