La piazza azionaria americana si appresta agli scambi dopo il week-end più lungo del solito che ha visto ieri il mercato rimanere chiuso per la festività del Martin Luther King Day. Il ritorno alle contrattazioni dovrebbe avvenire all'insegna degli acquisti secondo quanto anticipato dai futures sui principali indici che viaggiano tutti in salita.

Il contratto sull'S&P500 guadagna lo 0,28%, preceduto da quello sul Nasdaq100 che procede in maniera ancora più spedita con un progresso dello 0,5%.
Il mercato non ha dato vita a particolari reazioni dopo la diffusione del primo dato macro di oggi, malgrado quest'ultimo abbia deluso le attese.

A gennaio l'indice New York Empire State Manufacturing, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'omonima area, si è attestato a 17,7 punti, in calo rispetto alla rilevazione precedente rivista al rialzo da 18 a 19,6 punti. Il dato ha deluso le previsioni degli analisti che si erano preparati ad una frenata meno rilevante a 19 punti. 

Sul fronte valutario il dollaro prova a risalire la china nei confronti dello yen spingendosi appena sopra la soglia di 110,7, e il biglietto verde recupera terreno anche rispetto all'euro che scende verso area 1,222.
In frenata il petrolio che si riporta appena sotto la soglia dei 64 dollari al barile, ma il segno meno precede anche l'oro che cala in direzione dei 1.334 dollari l'oncia.

Tra i vari titoli da seguire Citigroup che ha chiuso il quarto trimestre del 2017 con una forte perdita di ben 18,3 miliardi di dollari, complice un impatto negativo di 22 miliardi di dollari da ricondurre alla riforma fiscale Usa. Al netto delle voci straordinarie la banca ha riportato un utile per azione pari a 1,28 dollari, al di sopra degli 1,19 messi in conto dagli analisti. I ricavi sono saliti dell'1% a 17,3 miliardi di dollari.