Prima giovedì il maggior calo percentuale dal 1987, e poi ieri il maggior rialzo dal 2008. E' successo sulla piazza azionaria di Wall Street che, ai tempi del coronavirus, registra il classico andamento da montagne russe

5 cose che non puoi non sapere sull'azionario USA ai tempi del coronavirus

In particolare, riporta William Watts su marketwatch.com, sono 5 i motivi per cui il coronavirus ha affossato il Dow Jones, e gli altri indici azionari a stelle e strisce, ed ha generato sulla piazza USA il panico ed il caos. Si tratta, nello specifico, del fattore incertezza, del ribasso choc dei prezzi del petrolio, e delle vendite forzate sul mercato alimentate dal fallimento della politica e dalla paura pubblica

Incertezza e shock petrolifero

Nel dettaglio, l'epidemia di coronavirus ha gettato il mondo nell'incertezza, con la conseguenza che ora sull'azionario è la paura il principale motore del mercato. Nello stesso tempo i mercati in maniera pessimistica stanno scontando una recessione economica globale, il che spiega perché lunedì scorso il petrolio al barile è crollato del 25% segnando in un solo giorno il calo più ampio dai tempi della guerra del Golfo nel 1991.

Le vendite forzate

Per quel che riguarda invece le vendite forzate, sottolinea altresì William Watts, queste scattano quando, nel panico, gli investitori devono rientrare dai margini relativi agli investimenti in leva finanziaria. Giovedì scorso, al riguardo, è stata la giornata tipo con l'azionario che è crollato in concomitanza di vendite pure sull'oro e sui titoli del Tesoro USA.

Il fallimento della politica

Gli investitori nei giorni scorsi sono rimasti disorientati, tra l'altro, pure dalle posizioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che prima ha minimizzato l'emergenza coronavirus, e poi ieri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale in tutti gli Stati Uniti.

La paura pubblica

Pure la paura pubblica, infineinfluisce sul sentiment degli investitori a Wall Street. E questo perché, di fronte ai dati sull'epidemia di coronavirus, al posto della crescita del numero dei casi, per esempio, fa decisamente più notizia la positività di Tom Hanks e quella del giocatore NBA Rudy Gobert.