L’arresto della cfo del colosso tecnologico cinese Huawei, Wanzhou Meng, figlia del fondatore, avvenuto in Canada potrebbe rappresentare una vera e propria deflagrazione sui mercati.

La tempesta sui mercati

Intanto è stata sufficiente per far chiudere Hong Kong a -2,9% con un'onda d'urto che si è abbattuta anche sull'Europa. Il Vecchio Continente alle 13, infatti vedeva il Dax a -2,5%, il Ftse 100 a -2,2% e il Cac 40 di Parigi a -2,44%. Sul Ftse Mib le cose non andavano meglio: -2,5% con uno spread a 287 mentre il rendimento era a 3,13%. Ma il peggio potrebbe ancora dover arrivare: i futures di Wall Street segnano pesanti ribassi e poco dopo le 13.15 il futures sul S&P500 arriva a a perdere l'1,5%, quello sul Dow Jones l'1,6% e quello sul Nasdaq addiritura il 2%. Ma per i mercati statunitensi in ballo c'è la già di per sè fragile tregua sulla guerra dei dazi, tregua che, in realtà, non ha mai convinto pienamente i mercati.

L'arresto del cfo di Huawei 

Mercati agitati, dunque, dalla tempesta Huawei. Per più di un motivo. Prima di tutto una misura così radicale nei confronti di un dirigente di primo piano di una multinazionale cinese è un evento che non sembra avere precedenti, inoltre la società in questione, la Huawei, era stata oggetto, nei giorni scorsi, di una richiesta ufficiale di bando da parte del presidente Usa Donald Trump. Inoltre l'avvenimento in sé arriva con un timing preoccupante e cioè all'indomani della conferma, seppur parziale e a denti stretti, da parte dei vertici di Pechino, di un'intesa di massima su alcuni punti riguardanti i rapporti commerciali tra Usa e Cina. Ma con l'arresto di Wanzhou Meng le cose potrebbero cambiare. E non poco, soprattutto vista la reazione piccata delle autorità cinesi che hanno chiesto formalmente sia agli Usa che al Canada la scarcerazione della Meng.