L'accusa

A peggiorare un quadro che è già a tinte fosche, anche il fatto che l'accusa mossa nei confronti della Meng riguarda un'indagine sulla violazione delle sanzioni all'Iran con la fornitura di alcuni dispositivi a Teheran. Nelle settimane scorse la società cinese guidata da Ren Zhengfei, padre di Wanzhou Meng (Meng in realtà è il cognome della madre), è stata accusata da Washington di produrre cellulari usati per azioni di spionaggio, furti di dati e attacchi hacker: per questo motivo è arrivata dalla Casa Bianca la richiesta esplicita a tutti gli alleati occidentali di boicottare la tecnologia Huawei.


I sospetti 

Ma Huawei rappresenta anche altro: nata come società di tecnologia low cost, negli anni è riuscita a diventare leader nello sviluppo della nuova rete telefonica internazionale su mobile 5G, il che l'ha posta come primo nemico sul fronte hi-tech per gli Usa spaventati non solo dalla concorrenza sul mercato, ma anche dal possibile cavallod i Troia rappresentato dai suoi cellulari. Il sospetto viene rafforzato non solo dal fatto che i vertici dell'azienda sono sottoposti a continui turn over ma anche, e soprattutto, dal passato dello stesso fondatore ex ingegnere dell'Esercito popolare di liberazione.