A Wall Street gli esperti stanno iniziando a far presente che sulla piazza azionaria americana lo scenario prima di migliorare rischia di peggiorare ulteriormente.Ma dire ai clienti che il mercato è in difficoltà quando l'S&P 500 è già in calo di quasi il 20% dal suo massimo non è particolarmente perspicace o premonitore. In pratica, riporta Myles Udland, che è markets reporter per il sito Yahoo Finance, è come consigliare agli investitori ed ai trader di chiudere la porta della stalla dopo che il cavallo è già uscito.

I target sull'indice azionario S&P 500 di Goldman Sachs e di JP Morgan

Nella giornata di ieri David Kostin ha dichiarato che a Wall Street a questo punto potremmo assistere alla fine del lungo mercato toro post-crisi del 2008, e che potremmo vedere scivolare l'S&P 500 fino in area 2.450 punti, ovverosia con un calo di oltre il 30% rispetto al record storico che è stato rilevato e registrato il 19 febbraio scorso. 

Dubravko Lakos-Bujas di JPMorgan, inoltre, non esclude per l'S&P 500 una caduta fino a 2.300 punti indice nel caso in cui l'economia americana dovesse entrare in recessione. Entrambe queste previsioni, in particolare, sono basate su utili societari deludenti in modo significativo rispetto alle previsioni che sono state formulate dagli analisti di Wall Street all'inizio del 2020.

Wall Street, utili societari attesi al di sotto delle stime di inizio 2020

La conferma previsionale di utili societari che tenderanno a ridimensionarsi a Wall Street, a causa dell'epidemia di coronavirus, arriva pure da parte di Jonathan Golub del Credit Suisse che, nella serata di ieri, ha abbassato il tasso di crescita annuale dei profitti a +0,2% rispetto al +6,2% precedentemente stimato per il 2020.