Wall Street non si sbilancia e a rimbalzare è solo l’high-tech

Vendite sui finanziari al Dow, in buon progresso i farmaceutici. In rally Celgene e Qualcomm al Nasdaq, soffrono Yahoo e RiM.

Giornata interlocutoria quella odierna per la piazza azionaria americana che dopo la flessione delle ultime due sedute ha cercato a più riprese di reagire, mostrando però scarsa convinzione. Gli indici hanno avviato gli scambi in progresso, non solo per una reazione puramente tecnica, ma anche sulla scia di alcuni risultati arrivati dal fronte macro. Nel mese di maggio l’inflazione è salita meno del previsto e ha rispettato le attese il dato “core”, depurato cioè delle componenti più volatili quali alimentari ed energia. A deludere è stata invece l’indicazione relativa al deficit della partite correnti che nel primo trimestre si è allargato a oltre 100 miliardi di dollari, mentre il mercato si aspettava un rosso di 85 miliardi. Ad imbavagliare un po’ i listini hanno contribuito anche alcune notizie poco convincenti dal mondo societario. Basti pensare ai conti di FedEx che è riuscita a superare le stime solo sugli utili, consegnando un outlook peraltro poco convincente visto che per il trimestre in corso il gruppo prevede di realizzare un utile per azione compreso tra 0,3 e 0,45 dollari, rispetto i 68 cents attesi dal mercato. E non hanno scaldato i listini le indicazioni sulla riforma della finanza caldeggiata dall’amministrazione Obama, che prevede nuovi super-poteri alla Federal Reserve e nuove regole più severe per il controllo degli standard delle varie istituzioni del settore. Dopo aver tentato così di recuperare posizioni, alla fine i tre indici principali ci hanno ripensato e sono tornati sui loro passi. L’unica eccezione positiva è quella del Nasdaq Composite che ha terminato gli scambi a 1.808,06 punti, con un progresso dello 0,66%, dopo aver toccato un massimo a 1.824 e un minimo a 1.785 punti. Segno meno invece per il Dow Jones e l’S&P500 che hanno ceduto rispettivamente lo 0,09% e lo 0,14%.