Naturalmente si tratta solo ed esclusivamente di una coincidenza, ma resta comunque una di quelle coincidenze curiose e che lasciano un sorriso ironico sul viso. A 30 anni esatti di distanza, oggi Wall Street ha dato i primi sintomi di quel pullback che in molti temevano ed altrettanti speranzosi, attendevano. Dalle prime fasi del premercato si è registrato un forte ribasso in particolare sui futures del Dow Jones che persono 125 punti mentre si registrano forti vendite anche sui futures S&P e Nasdaq 100.

In attesa del verdetto

Chi invece potrebbe sorridere, ma non è assolutamente una certezza visti i recenti andamenti a dir poco sclerotizzati, è il petrolio. Domani, 20 ottobre a Vienna si terrà la riunione del comitato congiunto per il check up dell’accordo tra paesi Opec e produttori esterni al Cartello; in quest'occasione, oltre ad un'eventuale proroga dei termini di scadenza fissati a marzo 2018, sarà possibile non solo avere qualche prova sull'effettiva efficacia della strategia messa in atto, soprattutto alla luce delle defezioni da parte di alcune nazioni e della discordanza delle cifre, ma anche capire se l'accordo in sè ha i numeri per essere approvato dalla maggior parte delle nazioni che ne fanno parte. Mohammed Barkindo, segretario generale dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), ha confermato la sua view secondo cui i mercati petroliferi si starebbero riequilibrando con un passo più veloce rispetto a quanto inizialmente previsto. Alla base del processo ci sarebbe il rafforzamento dell'economia internazionale che a sua volta porterebbe ad un aumento della domanda globale di greggio.