Wall Street in rosso: dazi cinesi su 60 miliardi di beni made in Usa

Il provvedimento, annunciato con una nota dal ministero del Commercio cinese, colpirà una lista di 2.493 prodotti su cui saranno applicati dazi che vanno dal 5% al 25% e viene presentato esplicitamente come una risposta all'aumento delle tariffe da parte dell'amministrazione USA su 200 miliardi di beni cinesi, aumento scattato venerdì scorso e accompagnato peraltro dall'annuncio di ulteriori dazi in arrivo su prodotti made in China per altri 300 miliardi di dollari. 

Dazi: le minacce di Trump

A segnalare un clima di tensione crescente, già in mattinata Donald Trump aveva lanciato nuove minacce contro Pechino, annunciando che in caso di rappresaglie commerciali cinesi "le cose andranno ancora peggio".

“Io dico in modo aperto al presidente cinese e a tutti i miei molti amici in Cina", ha scritto il numero uno della Casa Bianca in una serie di messaggi su Twitter, "che il suo Paese sarà colpito in modo molto duro se non farete un accordo, perché le società saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi. Diventerebbe troppo caro comprare in Cina. Avevate un grande accordo, quasi completato, e avete fatto marcia indietro”.

Nel fine settimana, il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, aveva già accusato la Cina di aver esitato a tradurre in legge lo schema di accordo raggiunto nelle ultime settimane, annunciando comunque che Trump e il presidente Xi Jinping potrebbero incontrarsi in un faccia a faccia durante il prossimo G20 in Giappone a giugno.