Le elezioni politiche tedesche hanno riconfermato Angela Merkel alla guida della locomotiva europea per altri quattro anni, sebbene la Cancelliera si veda costretta a formare una Grande Coalizione per poter governare. E’ probabile che questo risultato agirà in modo positivo sui mercati finanziari europei, in cerca di conferme e di stabilità politica, a iniziare dal tedesco DAX. Il nuovo mandato alla Merkel conferma indirettamente la prosecuzione della politica del rigore verso i paesi periferici più deboli quali Italia, Spagna, Portogallo e Grecia che stanno però iniziando a mostrare timidi segnali di ripresa sia sui nostri grafici di borsa, sia a livello di dati macroeconomici.

Il fattore Merkel si aggiunge al forte impulso rialzista derivato dallo stop al piano di Tapering americano. Vi è però da notare che dopo il rialzo corale di America ed Europa sull’euforia del momento, è tornato il decoupling di sentiment tra SP500 e Nasdaq (sempre in posizione di leader ma che evidenziano i primi segnali di cedimento sul breve termine) e mercati europei. Da notare che la rotazione di liquidità in uscita dai mercati americani privilegia il nostro FTSE/MIB a discapito di DAX e STOXX50.

Passando ai paesi emergenti, dopo la bella gamba rialzista di agosto i principali indici restano fermi su livelli di resistenza importanti, ma è da notare il buon recupero della Turchia, della Korea e del Brasile dai minimi di medio periodo. I paesi emergenti soffrono chiaramente dello stallo delle materie prime che restano in trend negativo, sebbene il ciclo economico sia ripartito. Anche qui, a mio avviso, siamo di fronte a un asset class molto importante e redditizia per i prossimi mesi a venire e quindi da accumulare approfittando della debolezza dei prezzi e soprattutto del Dollaro americano.