A Wall Street, e soprattutto per le società di nuove tecnologie, non sempre la fase immediatamente successiva allo sbarco in Borsa riesce a mantenere le aspettative magari elevate che hanno preceduto la quotazione. 

Ne sa qualcosa Facebook, che nel 2012 arrivò a perdere il 50% nei primi tre mesi dall'Ipo. E ne sa qualcosa adesso la matricola Ping Identity Holding, una start-up del settore cybersicurezza che non ha finora propriamente dato grandi soddisfazioni ai suoi investitori dal momento che, a distanza di un mese dall'ingresso sul listino, galleggia ben 4 dollari sotto il prezzo di 20 dollari toccato nel primo giorno di contrattazioni.

Se non ha ancora convinto il mercato (e non è detto che lo faccia), il modello di business della società, che si occupa di identità digitale e utilizza l'intelligenza artificiale e il machine learning per difendere dalle minacce informatiche, sembra però piacere eccome agli analisti di mercato.  

Questa settimana, in coincidenza con la fine del "periodo quieto"- quello cioé, in cui broker e banche d'affari non possono esprimersi - è arrivata infatti una selva di note di analisti che consigliano senza alcuna eccesione di comprare l'azione.

Tutti e dodici i broker che hanno avviato la copertura forniscono infatti raccomandazioni Buy o equivalenti a Buy, con prezzi obiettivo che vanno dai 20 ai 25 dollari implicando quindi un potenziale rialzista di almeno il 20% e potenzialmente fino al 50% in un orizzonte di 12 mesi.

La lista è lunga - senza citarli tutti, comprende Bofa (Buy), Barclays (Overweight), Goldman Sachs (Buy), Deutsche Bank (Buy)m Stifel Nicolaus (Buy), William Blair (Outperform), Oppenheimer (Outperform), Mizuho (Buy) e Raymond James (Outperform) - e diversi sono gli argomenti utilizzati per sostenere le loro tesi bullish dalle case d'affari: da Barclays, cui piace il focus sulla identity security vista come un business collaterale dai colossi tech, a Merrill Lynch che sottolinea come i clienti che hanno sottoscritto i servizi di Ping tendano a non trasferirsi ad altri provider. O ancora ad Oppenheimer che vede i ricavi della società aumentare a ritmi doppi rispetto al mercato nei prossimi 5 anni (15%).