Anche la seduta odierna dovrebbe partire in calo per la piazza azionaria americana, visto che i futures sui principali indici viaggiano tutti al di sotto della parità. Il contratto sull'S&P500 cede lo 0,21%, seguito da quello sul Nasdaq100 che arretra dello 0,28%, ma entrambi in miglioramento dopo la diffusione di alcuni dati macro che hanno restituito un quadro a due velocità.

Nell'ultima settimana le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 2mila unità a 211mila unità, battendo le previsioni degli analisti che si erano preparati ad un rialzo a 225mila unità.

Meglio del previsto anche il deficit della bilancia commerciale che a marzo è stato pari a 48,96 miliardi di dollari, in contrazione rispetto alla lettura precedente rivista al rialzo da 57,59 a 57,74 miliardi di dollari. Il dato ha battuto le stime del mercato che puntava ad una rilevazione pari a 50 miliardi di dollari.

A deludere la lettura preliminare della produttività non agricola del primo trimestre che ha evidenziato una variazione positiva dello 0,7%, in rialzo rispetto alla lettura dei tre mesi precedenti rivista da 0 a +0,3%. Il dato odierno è stato inferiore alle stime del mercato che puntava ad un incremento dello 0,9%.

Sotto le attese anche l'indicazione preliminare del costo unitario del lavoro che in riferimento ai primi tre mesi dell'anno ha evidenziato un rialzo del 2,7%, in crescita rispetto alla rilevazione del quarto trimestre 2017, rivista al ribasso dal 2,5% al 2,1%. Il dato odierno è inferiore alle aspettative degli analisti che stimavano un incremento del 2,9%.

Il mercato attende di conoscere altri aggiornamenti macro che saranno diffusi dopo l'avvio degli scambi e si tratta del dato finale dell'indice PMI servizi di aprile, per il quale si stima una conferma della lettura preliminare a 54,4 punti contro i 54 della versione definitiva di marzo, mentre l'indice ISM servizi di aprile è atteso in calo da 58,8 a 58,4 punti.
Gli ordini alle imprese a marzo dovrebbero evidenziare una variazione positiva dello 0,9%, in frenata rispetto all'1,2% precedente.