Roku (ROKU)

Una promozione degli analisti di Macquarie ha messo le ali ieri a Wall Street al titolo della tech company Roku, balzato a fine seduta di oltre il 9% dopo che il broker australiano ha migliorato il suo rating da Neutral ad Outperform, con un prezzo obiettivo innalzato da 110 a 130 dollari.

A far scattare gli acquisti sul produttore di dispositivi e software per lo streaming è stata una previsione fornita dall'autore del report, Tim Noller, secondo cui l'azienda potrebbe moltiplicare da qui al 2022 la sua base di utenti - dagli attuali 31 a 70 milioni di account attivi - e far schizzare così i ricavi totali del gruppo a 2,7 miliardi, ovvero una cifra quasi triplicata rispetto alla guidance del 2019: per l'analista, la transizione verso le tv connesse che è in corso negli USA da anni si verificherà nei prossimi anche nei mercati internazionali, e dal momento che Roku ha costruito una posizione leader negli USA i suoi dispositivi troveranno adesso all'estero un "mercato pronto" da sfruttare.

Nike (NKE)

Nel settore abbigliamento sportivo, gli analisti di Susquehanna ribadiscono il consiglio di acquistare le azioni della Nike, cui assegnano un rating Positive e un target price a 106 dollari, suggerendo di approfittare della recente debolezza causata dai timori, che giudicano esagerati, per la bufera scoppiata tra le autorità cinesi e l'NBA dopo i tweet del numero uno dei Rockets di Houston a sostegno delle proteste di Honk Kong.

Secondo quanto scrive l'analista Sam Poser, i sondaggi del broker mostrano infatti che il brand resta eccezionalmente forte nell'ex celeste impero, e questo perché i consumatori cinesi percepiscono Nike come un marchio globale dell'atletica, non associandolo a un paese o a una regione del mondo in particolare.