Parlando di Whastapp a molti sarà capitato di imbattersi in una di quelle notizie bufala relative all'introduzione di una tassa o di un abbonamento per poter continuare ad utilizzare l'applicazione di messaggistica istantanea.

Whatsapp a pagamento. Non per tutti una bufala: ecco dove si sborsa

Il servizio al momento si conferma gratuito per tutti gli utenti e non prevede l'applicazione di alcun costo a carico dell'utente.

Quanto appena detto in verità è valido per quasi tutti, tranne per alcuni, basti ricordare che due anni fa in Uganda è stata introdotta una tassa di 200 scellini ugandesi, pari a circa 0,05 dollari, per ogni accesso non solo a Whastapp, ma anche ad altre piattaforme online come Facebook e Twitter.

Lo scorso anno ci ha provato il Libano a tassare l'uso di Whastapp, con la proposta di un balzello di 0,2 dollari al giorno a partire dall'1 gennaio 2020.

Un progetto tramontato però nel giro di pochissimo tempo dopo le violente proteste di piazza che hanno indotto il Governo a fare subito retromarcia.

Whastapp e Telegram: la Spagna punta a tassarli

Dal Libano ci spostiamo in Europa visto che è proprio da qui che arriva la notizia delle ultime ore riguardante Whastapp.

La proposta arriva dalla Spagna e riguarda proprio Whastapp, ma anche Telegram e altre servizi di messaggistica come Skype e Facebook Messenger.

Come riferito dalla stampa iberica, il Governo spagnolo sta pensando di introdurre una tassa sulle applicazioni e i servizi di messaggistica.

Al momento non c'è ancora nulla di definito, trattandosi di un disegno di legge in consultazione fino al 13 ottobre, destinato a disciplinare il settore delle telecomunicazioni.

Whastapp e Telegram: come funzionerebbe la tassa in Spagna

L'intenzione del Governo spagnolo è di chiedere a società come Whastapp e Telegram di registrarsi come operatori telefonici, chiamati poi a pagare un canone, così come applicato agli operatori tradizionali, nel momento in cui le loro entrate superano una determinata soglia.

Non è ancora chiaro in che modo potrebbe essere applicata la tassa, ma stando a quanto si legge nella bozza si prevede che la stessa posa riguardare gli operatori che fatturano oltre 1 milione di euro all'anno.

Stando alle notizie che circolano al momento, l'imposta potrebbe essere applicata dal Governo nella misura di un 1 euro ogni 1.000 euro di fatturato.

Commentando la bozza circolata in Spagna nelle ultime ore, il Segretario di Stato spagnolo per le Telecomunicazioni e le Infrastrutture Digitali, Roberto Sanchez, ha dichiarato: "Il modo in cui consumiamo i servizi di comunicazione è cambiato, e le condizioni di concorrenza sono cambiate".

Whastapp e Telegram: dubbi sulla tassa. Quale impatto per gli utenti?

Resta da capire ora come potrà funzionare questa nuova tassa allo studio per Whastapp e Telegram, visto che non è chiaro come sarà calcolato il loro fatturato, dal momento che i loro servizi sono gratuiti tranne poche funzionalità.  

In attesa di vedere se la proposta del Governo spagnolo diventerà realtà o meno, si ragiona già sulle possibili ricadute per gli utenti.

In caso di introduzione della tassa è possibile che Whastapp e Telegram, al pari delle altre società che gestiscono i servizi, possano decidere di trasferire all'utente in tutto o in parte il peso del balzello.

Ciò potrebbe avvenire ad esempio con l'introduzione di una tariffa per l'utilizzo del servizio o il ricorso a forme di pubblicità che consentano di compensare i costi della nuova tassazione.