Prima riflessione. Negli scacchi lo Zwischenzug è una mossa imprevista in cui il giocatore all’attacco, pur potendo concludere con successo la cattura di un pezzo dell’avversario (ormai rassegnato a perderlo), rinvia la cattura e apre invece un nuovo fronte offensivo che spiazza l’avversario e lo mette in affanno.

Siete contenti della piega positiva che stanno prendendo i negoziati tra Stati Uniti e Cina? Trump lo è, perché oltre a qualche regalo con cui la Cina sperava di chiudere la questione (acquisti massicci di soia e di petrolio americani), ci sarà anche, a quello che è dato di sapere, qualche apertura seria sui servizi finanziari e sul tema strategico della tecnologia. La Cina si impegnerà a non chiedere trasferimenti obbligatori di know-how alle imprese straniere e a dare meno sostegno pubblico alle imprese del settore, in particolare nell’aerospaziale.

Tutti ora ci aspettiamo che l’accordo arrivi in tempi brevi, ma sappiamo anche che la vera sfida non è ora, in fase di trattativa, ma sarà più avanti, in fase di applicazione. La Cina ha una lunga tradizione di accordi commerciali formali o informali non rispettati ed è legittimo dubitare che l’accordo di massima che si appresta a raggiungere con l’America verrà davvero applicato.

È possibile quindi che Trump vinca la tentazione di portare a casa il trofeo dell’accordo, dichiarando chiuso il conflitto, per mantenere forme concrete di pressione sulla Cina e spingerla ad applicare quanto pattuito. È possibile insomma che Trump faccia uno Zwischenzug, mantenendo la Cina sotto pressione e aprendo intanto un altro fronte, questa volta con l’Europa.