Autore: Imma Duni

Quando il gioco d'azzardo è reato


L'articolo 718 del Codice Penale dice quanto segue:

"Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d'azzardo o lo agevola è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a euro 206. Se il colpevole è un contravventore abituale o professionale, alla libertà vigilata può essere aggiunta la cauzione di buona condotta".

Da questo semplice articolo del Codice Penale, si capisce che il gioco d'azzardo nel nostro paese è vietato. O, per meglio dire, in italia non tutti i giochi sono consentiti.

Esiste il gioco lecito e permesso dalla legge, ma esiste anche il gioco d'azzardo vietato il quale, se commesso, diventa un vero e proprio reato. Il gioco d'azzardo è disciplinato dal Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza.  

In questi ultimi anni, con l'avvento di tantissimi giochi da "bar", come i gratta e vinci, dieci e lotto, lotterie e tanto altro, e con l'aumentare anche delle applicazioni per il gioco online, il legislatore, preoccupato per i pericoli insiti nel gioco d'azzardo, anche in quello lecito, ha deciso di intervenire con normative più specifiche. Uno dei principali obbiettivi è difendere i minori e non far arrivare loro il messaggio che il gioco è "divertente e innocuo"

La Cassazione, con la sentenza 33463/18, ha stabilito che, in presenza di ludopatia, ovvero dipendenza patologica dal gioco d'azzardo, il soggetto che commette un reato non può essere dichiarato imputabile, perché la ludopatia rientrerebbe nelle infermità mentali che non rendono il soggetto capace di intendere e volere.  

Cos'è la dipendenza da gioco d'azzardo o ludopatia

Il disturbo del gioco d'azzardo produce comportamenti di gioco problematici ripetuti e ossessivi, che causano problemi o angoscia significativi. Per alcune persone il gioco d'azzardo diventa una dipendenza a tutti gli effetti, per nulla diversa dalla dipendenza dagli stupefacenti, dall'alcol o dal sesso.

La ludopatia porta in primis problemi finanziari e successivamente rovina le relazioni e il lavoro, e può portare anche ad avere problemi con la giustizia.

Le persone con disturbi del gioco d'azzardo spesso nascondono il loro comportamento. Possono mentire ai familiari e ad altri per non essere scoperti e possono rivolgersi ad estranei, a volte anche strozzini, per ottenere dei prestiti.

Alcuni giocatori giocano perché dipendenti dall'eccitazione e dell'adrenalina, altri invece giocano per fuggire dalla realtà, altri ancora iniziano a giocare per tentare di risollevarsi da una situazione finanziaria disastrosa, credendo in vincite facili e consistenti.

Qual è il tipo di gioco lecito e legale in Italia

Secondo il suddetto art. 10 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, il gioco d'azzardo è lecito quando si svolge nelle apposite sale da biliardo o da gioco, in esercizi e circoli privati autorizzati, dove possono essere anche installate macchine da gioco come le video-slot.

Questi macchinari, però, devono avere determinate caratteristiche per essere a norma di legge:

1) Devono avere un certificato di conformità;

2) Si attivano con introduzione di monete o pagamento elettronico;

3) Il gioco non deve avere caratteristiche solo aleatorie, ma in parte deve dipendere dalle abilità del giocatore che potrà scegliere la durata e le strategie;

4) Una partita non può costare più di un euro; 

5) Ogni sessione di gioco non può essere inferiore ai quattro secondi;

6) La vincita in denaro non potrà superare le cento euro;

7) Su 140 mila partite, le vincite non potranno essere meno del 75% del totale;

8) Non ci possono essere macchine che riproducono il gioco del poker e le sue regole:

Gli apparecchi di gioco vietati, invece, sono tutti quegli apparecchi che hanno le caratteristiche oggettive della scommessa e nei quali l'elemento aleatorio è quello predominante. Inoltre i premi superano di gran lunga i limiti imposti dalla legge. Questi apparecchi da gioco d'azzardo sono considerati illegali e non possono essere installati in nessun tipo di locale, compresi i circoli privati.

Il gioco d'azzardo per essere legale necessità dell'autorizzazione del Questore

Un attività di gioco d'azzardo o di scommessa per essere legale nel nostro paese, deve ottenere anche l'autorizzazione del Questore competente. Come previsto dall'art. 86 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Senza questa autorizzazione non possono aprirsi sale biliardo, centri scommesse o centri ricreativi. Per quanto riguarda le scommesse, invece, secondo l'articolo 88 del  Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, la licenza per il loro esercizio può essere concessa solo ai soggetti che hanno ottenuto l'autorizzazione dai ministeri o dagli enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzare queste attività.

Il Gioco d'Azzardo in Italia è illegale, ma con le dovute eccezioni

Il gioco d'azzardo, dunque, nel nostro paese, è per definizione illegale e illecito, oltre che contrario alla Costituzione. Ovviamente ci sono le eccezioni che riguardano il gioco considerato "lecito" dal nostro ordinamento. Ma anche questo gioco lecito potrebbe avere delle ripercussioni sociali ed economiche non da poco. 

La ludopatia, infatti, non è una prerogativa o un pericolo solo del gioco d'azzardo sic et simpliciter, come lo immaginiamo: casinò, bische clandestine, tavoli da gioco. La dipendenza patologica dal gioco d'azzardo riguarda anche coloro i quali diventano ossessionati dal gioco considerato lecito (gratta e vinci, lotteria, lotto, videopoker, app di gioco online).  

Il gioco, lecito o illecito che sia, viola l'articolo 47 della Costituzione che dice:"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito".

Ma va a cozzare anche con l'articolo 41, che tutela l'iniziativa economica privata e dice: "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana".

Gioco d'azzardo, quando è reato

Vediamo nello specifico quali articoli del Codice Penale rendono il gioco d'azzardo un reato nel nostro paese.

L'art. 721 del c.p. stabilisce che sono giochi d'azzardo quei giochi dove il fine di lucro e la vincita o la perdita sono interamente o in parte aleatori. Sempre lo stesso articolo definisce case da gioco quei luoghi destinati appunto al gioco d'azzardo anche se si tratta di luoghi privati, nascosti, dissimulati o clandestini, (e bische clandestine).

L'art 718 c.p parla di quali sono le conseguenze del gioco d'azzardo: la reclusione di tre mesi e l'ammenda non inferiore a 206 euro, per chi organizza gioco d'azzardo o lo agevola.

Secondo il successivo articolo, 719, si possono raddoppiare le pene se:

1) Il soggetto ha istituito una casa da gioco anche privata;

2) Se il gioco d'azzardo è stato organizzato all'interno di un pubblico esercizio;

3) Se le somme scommesse sono di un valore consistente;

4) Se tra i giocatori d'azzardo ci sono minori di diciotto anni;

Secondo l'articolo 720 del codice penale, viene punito anche chi prender semplicemente parte ad un tavolo da gioco, con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516. 

L'art 723, sanzione invece chi, pur autorizzato all'esercizio di sale da gioco o da biliardo, permette giochi che sono vietati.

Gioco d'azzardo in sale giochi e scommesse, ampliamento dei poteri del Questore

La circolare del Ministero dell'Interno del 19 marzo 2018, ha ampliato i poteri del questore che non dovrà più solo valutare i requisiti oggettivi e soggettivi secondo le leggi sulla pubblica sicurezza, di chi vuole aprire una sala giochi o un centro scommesse.

Il questore, infatti, avrà il compito anche di verificare che l'attività in questione soddisfi tutti i requisiti regionali e comunali sulle distanze minime che tali attività devono avere rispetto a luoghi "sensibili", come chiese, scuole, ospedali, impianti sportivi e Case di cura. Tutto questo per scongiurare  fenomeni di dipendenza e ludopatia. 

Limiti alla pubblicità del gioco d'azzardo

Una stretta sulla pubblicità del gioco d'azzardo è stata data dal decreto Balduzzi n. 158/2012.

Con questa norma vengono vietati finalmetne messaggi pubblicitari sul gioco d'azzardo nei trenta minuti che precedono la messa in onda di trasmissioni televisive, alla radio, a teatro, al cinema. Divieto di pubblicità anche sui quotidiani o su riviste periodiche per minorenni.

In generale sono vietate tutte quelle pubblicità o comunicazioni che:

  1. incitano al gioco d'azzardo;
  2. non parlando delle conseguenze del gioco d'azzardo;
  3. in cui sono presenti minori;
  4. che non fanno riferimento a siti ufficiali dove si possa scoprire la ridotta possibilità di vincere

Dopo l'emanazione della raccomandazione 2014/478/UE della Commissione Europea, anche nel nostro paese è stata vietata la pubblicità che:

Incoraggia il gioco eccessivo;

Non parla dei rischi;

Presenta il gioco come un modo per guadagnare e per risollevarsi da situazioni economiche precarie;

Induca a pensare che basta l'abilità del giocatore per vincere;

Si rivolga ai minori;

Utilizzi qualsiasi messaggio o immagine che possa far pensare ai minori;

Induca a far credere che il gioco aumenti l'autostima;

Induca a confondere la facilità del gioco con la facilità della vincita;

Contenga dichiarazioni infondate sulla vincita;