Intesa SanPaolo assegna un buy a: Telecom Italia con fair value di 0,54 euro (Tim vuole portare l’accesso alla banda ultra larga in Italia, ma non intende scendere sotto il 50% in una eventuale società della rete con Open Fiber).

Giudizio add inoltre per Mediobanca con obiettivo di 8,30 euro dopo che l’ad Nagel, in colloquio con alcuni investitori, ha ribadito che l’istituto è interessato a operazioni di M&A, principalmente nel settore del Wealth Management.

Mediobanca giudica outperform: Enel con obiettivo di 8,60 euro (Endesa investirà 6 milioni di euro nell’efficienza delle reti elettriche a Cordoba), SeSa con target di 70 euro dopo che l’ad ha ribadito l’impegno di far crescere la società per linee esterne  e Telecom Italia con fair value di 0,68 euro.

Equita assegna un buy a: Banco Bpm con prezzo obiettivo di 1,90 euro dopo che in un’intervista l’ad dell’istituto ha confermato un atteggiamento di piena apertura a ipotesi di consolidamento che consentano di dare vita a un terzo soggetto alternativo, per dimensione, ad Unicredit e Intesa dichiarando poi che ci sono altre banche in aggiunta a Mps e Bper che possono essere parte del processo, Intesa SanPaolo con fair value di 2,30 euro (salita al 10,489% del capitale di Nexi), Italmobiliare con target price di 34,80 euro (esercitata l’opzione per salire all’80% di Officina Profumo Santa Maria Novella) Poste Italiane con obiettivo di 10,30 euro (allo studio valorizzazione patrimonio immobiliare non strumentale) e Snam con target di 5 euro (secondo indiscrezioni stampa la sussidiaria greca Desfa sembra essere in testa alla classifica per ottenere il contratto di gestione del rigassificatore del Kuwait).