Banca Akros valuta buy: Cir con target price di 1,50 euro, alzato dai precedenti 1,23 euro in scia all’annuncio della possibile vendita della quota di controllo di Gedi ad Exor, Fca con prezzo obiettivo di 17,50 euro (raggiunto un accordo con i sindacati negli Usa), Gedi con fair value di 0,40 euro, Il Sole 24 Ore con obiettivo di 0,80 euro (la posizione finanziaria netta a ottobre è passata a 32,4 mln di euro dai 34,9 mln dello scorso gennaio), Net Insurance con target di 6 euro (la società informa di aver ricevuto comunicazione da parte dei principali soci storici della società che la partecipazione da essi complessivamente detenuta nella compagnia è ora inferiore all’1%, dal precedente 9,24%) e UniCredit con fair value di 13,80 euro (sciolta la joint venture con Koc, che salirà così al 49,9%, per il gruppo guidato da Mustier impatto negativo da 1 miliardo di euro sul conto economico).

Giudizio accumulate inoltre per: Atlantia con target di 25 euro nonostante il rating “negative” di Fitch, Banca Ifis con obiettivo di 16 euro dopo la vendita di una proprietà a Milano per 50,5 mln di euro a Merope AM, Enel con fair value di 7,60 euro (ottenuto un rating tripla A da MSCI ESG Research) e Mediaset con obiettivo di 3,40 euro (con Vivendi non il management non è riuscito a trovare un accordo all’interno del riconciliazione promossa dal Tribunale di Milano).

Equita giudica buy: Banca Ifis con target di 16 euro, Banco Bpm con obiettivo di 2,80 euro (ribilanciato il portafoglio della Sim milanese aumentando il peso dell’istituto per approfittare della recente debolezza del titolo), Bper Banca con fair value di 5,10 euro sebbene il peso nel portafoglio della Sim milanese sia diminuito alla luce della recente performance del titolo, Exor con fair value di 85 euro in scia al deal con Cir su Gedi, Fca con target di 17,10 euro, Gamenet con obiettivo di 15,20 euro (il titolo è stato rimosso dal portafoglio small cap della Sim milanese in quanto il prezzo è ormai destinato a rimanere ancorato al nuovo prezzo d’Opa rivisto da Apollo a 13 euro), Saras con target di 2 euro, ridotto però del 5% a causa dei deboli margini di raffinazione a novembre e Unicredit con obiettivo di 16,20 euro.