Come già sappiamo sono stati attivati in Italia i bonus spesa, ma capiamo meglio di cosa si tratta. 

Stiamo parlando di fondi erogati per sostenere tutte quelle famiglie in difficoltà nell’acquisto di generi di prima necessità.

Ma da dove è nata tale misura?

I fondi relativi al bonus spesa sono stati previsti dal Decreto Sostegni bis e, in base a quanto sancito, sono di 500 milioni di euro. 

Capire qual è stato il motivo che ha portato il Governo a tale decisione è molto semplice. 

Infatti, la pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio moltissimi italiani ed ora, sebbene i tempi più bui sembrano essere passati (o perlomeno, si spera che sia così), i risvolti economici si fanno ancora sentire. 

Dunque, tutte quelle famiglie che attualmente si trovano in una condizione economica avversa possono fare richiesta per ottenere i bonus spesa presso il loro comune di residenza. 

Questa misura era già stata approvata in passato dal Governo Conte e, visto il suo successo, è stata riproposta dal Governo Draghi

Ricorda: attraverso i buoni spesa non si può acquistare tutto ciò che si vuole. 

Infatti, tali soldi possono essere utilizzati solo per l’acquisto di generi di prima necessità, come alimentari e medicine. 

Inoltre, è bene ricordare che, come abbiamo affermato in precedenza, sebbene si tratti di fondi erogati a livello statale, essi vengono messi a disposizione dai singoli comuni. 

Di conseguenza, sarà il Comune stesso ad aprire un bando per l’erogazione dei fondi ai propri cittadini. 

Spesso, cittadini di comuni differenti nelle stesse condizioni economiche potranno ricevere fondi differenti. Oppure, in alcuni comuni non troviamo la soglia ISEE, di conseguenza tutti possono beneficiare del bonus, mentre in altri la soglia reddituale è più restrittiva. 

In questo articolo abbiamo lo scopo di chiarire meglio quali sono i dubbi dei cittadini italiani rispetto al Bonus spesa, dunque far capire cosa si può acquistare e cosa no e quali sono stati i bandi pubblicati dai primi comuni italiani che si sono mossi.

Bonus spesa: qual è l’importo?

Eccoci qui, pronti a rispondere al primo dei dubbi maggiormente diffusi riguardo a questa tipologia di bonus. 

Per quanto riguarda l’ammontare totale del bonus abbiamo visto precedentemente che i fondi stanziati sono di circa 500 milioni di euro.

Tuttavia, quando ci si domanda quanto possono ricevere le singole famiglie è bene fare delle distinzioni.

Infatti, come abbiamo detto cittadini di comuni differenti nelle stesse condizioni economiche potranno ricevere fondi differenti. 

Di conseguenza, è bene sottolineare che l’importo che ogni famiglia potrà ottenere varia in base al proprio comune di residenza.

In linea di massima partiamo da un contributo minimo di 100 euro fino ad arrivare ad un massimo di 500 euro. 

Attenzione: in alcuni casi la soglia dei 500 può essere superata, ma solo rispettando alcune condizioni economiche che vedremo in seguito. 

Ma quindi per conoscere quanto posso ottenere, cosa devo fare?

Come abbiamo visto, non è una misura uguale su tutto il suolo nazionale e, di conseguenza, per conoscere l’importo esatto che ti spetterà per il Bonus spesa non devi fare altro che recarti sul portale online del tuo comune di residenza. 

Bonus spesa: quando scade questo incentivo?

La seconda domanda che viene spesso effettuata riguardo al bonus spesa e quando scade. 

Infatti, come sappiamo, tale misura ha una data di scadenza. Ma anche qui dobbiamo aprire un capitolo a parte. 

Infatti, la misura ha la scadenza fissata per il 31 dicembre 2021.

Tuttavia, come sappiamo, si tratta di un bonus che, ovviamente, non è illimitato e, di conseguenza, è meglio muoversi per tempo per non rimanere “a bocca asciutta”.

Infatti, i fondi stanziati sono di 500 milioni di euro e, di conseguenza, rischiano di finire prima della fine dell’anno in corso. 

Comunque, in linea di massima abbiamo detto che la scadenza è fissata al 31 dicembre 2021.

Questo significa che l’erogazione di tale bonus rimarrà almeno fino alla fine dello stato di emergenza per il Coronavirus. 

Inoltre, è bene ricordare che il Governo Draghi ha incrementato gli aiuti destinati alle famiglie in difficoltà.

Infatti, se pensiamo ai vecchi bonus relativi alla spesa, essi ammontavano a 400 milioni di euro. Invece ora, come abbiamo capito, ammontano a 500 milioni, dunque ci sono 100 milioni in più.

I fondi sono stati aumentati perché la misura lo scorso anno ha avuto successo e, di conseguenza, si è cercato di aiutare ancora di più le famiglie che, attualmente, si trovano in una situazione economica incerta. 

Inoltre, seconda motivazione relativa all’aumento dei fondi è da ricondursi al fatto che lo scorso anno non tutti i Comuni sono riusciti ad erogare tali fondi, in quanto sono risultati insufficienti per coprire l’intero fabbisogno. 

Cosa posso comprare con il Bonus Spesa?

La terza domanda riguarda invece tutto ciò che può essere acquistato per mezzo di questo incentivo. 

Come abbiamo visto, questo bonus ha lo scopo di aiutare tutte quelle famiglie che si trovano in una situazione economica avversa ad uscire dalla crisi. 

L’obiettivo è quello di sostenere i cittadini italiani nell’acquisto di generi di prima necessità.

Questo vuol dire che, per mezzo del Bonus Spesa non si può acquistare tutto ciò che si vuole.

Come abbiamo visto, si tratta solo ed esclusivamente di generi di prima necessità.

Dunque, cosa possiamo acquistare con il Bonus Spesa?

Con il termine “generi di prima necessità” facciamo riferimento ai prodotti alimentari ed alle medicine. 

Dunque, il Governo ha scelto di sostenere le famiglie in difficoltà per quanto riguarda l’acquisto di tali prodotti.

Bonus Spesa: quali sono i suoi benefici? Ed i beneficiari?

Parlando di questa tematica crediamo che i benefici saltino subito agli occhi.

Eppure, se così non fosse, è il caso di elencarli in modo da renderli noti a tutti i nostri lettori. 

Come abbiamo visto, l’obiettivo di tale bonus è quello di sostenere tutte le famiglie italiane che si trovano in una situazione economica difficile per affrontare un periodo che, di fatto, risulta essere buio per molti.

Invece, quando parliamo di coloro che possono beneficiare dei buoni spesa, sappiamo ormai che i requisiti variano in base al comune di residenza. 

Ad esempio, in una prima fase, nel comune di Torino non era richiesta alcuna certificazione ISEE. Invece, per quanto riguarda gli altri comuni, sono in vigore regolamenti differenti. 

Ricordiamo che le agevolazioni previste da tale bonus non escludono nessuno. Infatti, si rivolgono a famiglie, imprenditori e dipendenti. In poche parole, vogliono andare ad aiutare tutte quelle persone che sono state colpite dalla pandemia da Coronavirus. 

In molti comuni abbiamo una vera e propria soglia ISEE. Essa cambia da Comune a Comune, ma, in linea di massima, è intorno agli 8.000 euro. 

Inoltre, quando parliamo di beneficiari della misura, è bene tenere a mente un altro tassello fondamentale: tutti coloro che percepiscono altre forme di sostegno al reddito non possono accedere al Bonus Spesa. 

Come inoltrare la domanda per il Bonus Spesa tramite il Comune

Ciò che risulta ormai chiaro è che, dato che tale bonus viene erogato a livello comunale, la domanda va inoltrata al comune presso il quale possediamo la nostra residenza. 

Per inviare tale domanda, sebbene debba essere redatta in forma telematica, non servono particolari competenze tecnologiche.

Per prima cosa bisognerà accedere al portale online del proprio Comune. Da qui sarà necessario trovare la pagina dedicata al bonus in questione. 

Online troverai già presenti i moduli da compilare per poter inoltrare la richiesta ed il gioco è fatto! Niente di più facile!

Tuttavia, per tutti coloro che non sono decisamente portati per la tecnologia esiste un altro metodo. 

Infatti, come abbiamo visto, il Governo ha deciso di non tagliare fuori nessuno (ovviamente in base all’ISEE e i requisiti imposti).

Dunque, coloro che non riusciranno a procedere con l’invio telematico della domanda, potranno richiedere il bonus telefonicamente.

In questo caso tutto verrà svolto per telefono grazie al supporto di un operatore che farà un po’ di domande al soggetto interessato in modo da compilare la sua richiesta. 

Dopo aver inviato tale richiesta sarà necessario attendere l’approvazione. Infatti, dovrai aspettare che il tuo Comune esponga la graduatoria che identificherà coloro che potranno beneficiare del bonus e per quale importo. 

Come si stanno muovendo i principali Comuni italiani per il Bonus Spesa?

Come abbiamo sottolineato, per conoscere l’importo e la modalità di erogazione esatta del bonus spesa, dovrai rivolgerti al sito del tuo comune di residenza. 

Tuttavia, allo scopo di fornirvi un quadro generale, abbiamo deciso di fare un breve elenco circa le decisioni che sono state prese nei diversi comuni italiani. 

Innanzitutto, per ovvi motivi, partiamo con il Comune di Roma

Insieme a Milano, Roma è uno dei comuni che ha ottenuto i fondi maggiori, a causa della grande tensione abitativa. 

Inoltre, nella Capitale l’importo erogato supera la media nazionale. Infatti, il massimo che si può ottenere con i Bonus Spesa sono 600 euro.

Ovviamente, è presente una ripartizione in base alle persone che compongono il nucleo familiare. Tale ripartizione è effettuata come segue:

  • 200 euro per nuclei di un singolo individuo; 
  • 300 euro per coppie;
  • 400 euro per nuclei di tre persone;
  • 500 euro per nuclei di quattro persone;
  • 600 euro per nuclei dalle 5 persone in su.

Invece, quando parliamo di Milano, la ripartizione è leggermente differente, ma anche qui si può arrivare a beneficiare di 600 euro, quindi di un importo oltre la soglia nazionale. 

  • 100 euro per nuclei di un singolo individuo;
  • 200 euro per coppie;
  • 300 euro per nuclei di 3 persone;
  • 500 euro per famiglie con più di tre persone e, in casi particolari, 600 euro. 

Ora che abbiamo capito quali sono gli scaglioni presenti nelle due città principali, andiamo a vedere anche altri comuni importanti. 

Il primo da menzionare è il Comune di Aosta che ha imposto un ISEE massimo di 17mila euro. Tuttavia, nel caso in cui l’ISEE fosse compreso tra 8.001 e 17.000 sarà necessario attestare che sono stati subiti danni economici. 

Infine, diverso da tutti è il Comune di Torino che non richiede alcuna soglia ISEE

In questo caso saranno erogati 120 euro per nuclei di un singolo individuo, 240 euro per quelli compresi tra 2 e 4 persone ed, infine, 360 euro per i nuclei con più di 4 individui.