Siamo ormai alle battute finali. Oggi sabato 31 luglio 2021, scade il termine di presentazione delle domande delle quattro mensilità del Reddito di Emergenza, la misura di sostegno temporanea a beneficio dei nuclei familiari prevista dal DL Sostegni Bis.

In realtà il provvedimento è stato più volte rinnovato, e le sue scadenze rinnovate, già a partire dal Governo Conte che lo ha proposto per la prima volta con l’insorgere della crisi sanitaria nel 2020.

Ora però, niente lascia presagire la possibilità di una ulteriore proroga della scadenza, o di un rinnovo della misura di sostegno. Fino a oggi non ci è giunta nessuna indiscrezione o nota a margine che faccia intendere la possibilità di ritrovare il REM oltre le prossime quattro rate da richiedere entro oggi.

Siamo dunque ai conti finali. Ma a quanto ammontano questi conti in realtà? O meglio, ora che abbiamo fatto domanda di REM, quanto andremo a leggere sui nostri conti correnti e carte ricaricabili consultando la voce ‘Entrate’?

Come viene calcolato il Reddito di Emergenza (REM)?

In un’altra sede abbiamo visto come le radici del Reddito di Emergenza derivino fondamentalmente dal Reddito di Cittadinanza.

Introducendolo per la prima volta con il Decreto Rilancio, l’esecutivo affiancò al RdC una nuova misura che avrebbe dovuto raggiungere la moltitudine di nuclei familiari che fino a quel momento non beneficiavano di alcun sostegno statale al reddito, soprattutto in tempo di Covid.

Il Reddito di Emergenza fu la misura straordinaria e soprattutto temporanea che si fece carico di questo importante compito. Dietro molte polemiche e contraddizioni, si assunse l’impegno mutuando dal Reddito di Cittadinanza molti elementi e al contempo mitigando alcune criticità. Le maglie di accesso vennero sensibilmente allargate e il metodo di calcolo degli importi venne modificato al fine di non penalizzare le famiglie numerose.

Prima fra tutti i requisiti in condivisione, troviamo la scala di equivalenza basata sul numero dei componenti il nucleo familiare.

Se nel Reddito di Cittadinanza la scala di equivalenza è la base di partenza per il calcolo della rata mensile di beneficio spettante, nel Reddito di Emergenza rappresenta l’unico metodo di calcolo della mensilità.

Rispettati i vincoli reddituali e patrimoniali prescritti, il nucleo familiare percepirà la quota mensile spettante calcolata esclusivamente sulla base della propria composizione.

Il canale YouTube di The Wam aiuta ogni giorno a ottenere sussidi, contributi e agevolazioni fiscali attraverso news, approfondimenti e contenuti editoriali e multimediali. In questo video ascoltiamo quanto spetta delle quattro rate mensili del Reddito di Emergenza del DL Sostegni Bis.

Quali sono gli importi del Reddito di Emergenza?

La scala di equivalenza utilizzata per il calcolo delle quote di REM ci dice che i coefficienti di cui è composta sono in grado di rappresentare la numerosità del nucleo. Moltiplicando ciascun valore specifico per la quota minima mensile prevista dal DL Sostegni (400 Euro) viene determinato l’importo spettante a ciascuna famiglia.

Dal Messaggio INPS n. 2406 del 24 giugno 2021, leggiamo che:

  • Il coefficiente pari a 1, riferito a un nucleo composto da una sola persona, non comporta variazioni dei 400 Euro di base mensili.
  • A un adulto e un minorenne viene attribuito il coefficiente 1,2 e un’erogazione di 480 Euro.
  • A due adulti il coefficiente 1,4 e 560 Euro mensili.
  • A due adulti e un minorenne, 1,6 e 640 Euro.
  • A due adulti e due minorenni, 1,8 e 720 Euro.
  • A tre adulti e due minorenni, il coefficiente 2 e 800 Euro.
  • A tre adulti e due minorenni di cui un componente disabile grave o non autosufficiente, 2,1 e 840 Euro, ovvero l’importo massimo mensile di REM liquidabile dall’INPS.

Il Reddito di Emergenza non prevede altri accorgimenti di calcolo oltre questi appena visti. Inoltre gli stessi importi rappresentano le soglie reddituali che il nucleo familiare deve rispettare affinché il REM sia riconosciuto.

Soglie reddituali che andranno incrementate di un dodicesimo del canone di locazione per le famiglie che vivono in abitazione in affitto.

Se l’istruttoria condotta dall’INPS giunge a esito positivo, e il Reddito di Emergenza disposto dal DL Sostegni Bis viene riconosciuto, il nucleo familiare percepirà quattro mensilità calcolate come appena visto, rispettivamente riferite ai mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2021.

Quando arrivano i pagamenti del Reddito di Emergenza?

Fino a qui tutto molto semplice e lineare. I fatti però lasciano molto spesso qualche amarezza, e ci riferiamo nello specifico ai pagamenti da parte dell’INPS.

Fatti che si sostanziano quasi sempre in ritardi e in richieste di chiarimenti sullo stato delle pratiche da parte del cittadino.

L’INPS, nei suoi comunicati sempre più frequenti sui Social, si mantiene salda su due linee di condotta:

  • Le lavorazioni delle richieste e i pagamenti di REM seguono l’ordine cronologico di arrivo delle stesse domande. Dunque, chi per primo ha inviato la domanda, prima si vedrà (eventualmente) riconosciuto il sostegno al reddito e prima ne otterrà la liquidazione.
  • Le comunicazioni degli esiti (positivi o negativi) delle domande e gli eventuali pagamenti successivi avvengono, di norma, entro 35-45 giorni dalla presentazione della domanda stessa all’INPS.

Alla luce di questi due capisaldi INPS, possiamo affermare che i nuclei familiari che hanno fatto richiesta nei primi giorni di luglio 2021, potranno iniziare a consultare la propria pagina INPS relativa al REM, a partire dalla fine della prima settimana di agosto.

Per i ritardatari che hanno approfittato dell’ultimo giorno disponibile, ovvero il 31 luglio per presentare domanda, esiti e pagamenti della prima mensilità di giugno 2021, arriveranno sicuramente nella prima metà di settembre.

Per trovare conferma di queste tempistiche, siamo andati a leggere i Tweet di @INPS_it, un canale che l’Istituto previdenziale sta utilizzando per dialogare con i cittadini con sempre maggiore frequenza, e va riconosciuto, anche con analoga efficienza.

Il 30 luglio un cittadino chiedeva quando gli sarebbe stato comunicato l’esito della propria domanda di REM inoltrata il 2 luglio. La risposta INPS è stata la seguente:

Per coloro che hanno fatto domanda sono già partite le lavorazioni e i pagamenti. Entro fine della prossima settimana [7 agosto] verranno pagate tutte le domande accolte che non presentano criticità evidenti.

Normalmente, l’INPS provvede a liquidare a intervalli mensili le quote di REM. Se facciamo riferimento alle precedenti misure di REM, per le prossime quattro mensilità possiamo adottare uno schema simile a questo (ad uso ovviamente di chi ha presentato domanda i primi di luglio):

  • Mensilità di giugno pagata entro il 15 agosto,
  • Mensilità di luglio pagata entro il 15 settembre,
  • Mensilità di agosto pagata entro il 15 ottobre,
  • Mensilità di settembre pagata entro il 15 novembre.

Come viene pagato il Reddito di Emergenza?

La modalità di pagamento del Reddito di Emergenza viene scelta in sede di domanda. Dunque, il futuro percettore di REM dovrebbe già averla definita, inserendola nella domanda INPS, oppure comunicandola all’operatore intermediario che ha inoltrato la richiesta in vece sua.

L’INPS eroga le mensilità di REM mediante:

  • Bonifico su conto corrente bancario o postale,
  • Accredito su libretto postale,
  • Accredito su carte ricaricabili dotate di Iban,
  • Bonifico domiciliato, con pagamento in contanti presso l’ufficio di Poste Italiane designato in sede di domanda del beneficio.

Ho sbagliato l’Iban. Dove viene accreditato il Reddito di Emergenza?

Il bonifico domiciliato, ovvero l’accredito INPS che consente il prelievo di contanti direttamente presso un ufficio postale, viene utilizzato dall’Istituto previdenziale anche nel caso l’Iban indicato in domanda di REM presenti una delle seguenti criticità:

  • Le coordinate siano formulate in maniera errata,
  • L’Iban indicato non sia corretto, in quanto il titolare del conto corrente è una persona diversa dal beneficiario della prestazione, identificato dal codice fiscale.

In ciascuno di questi casi l’INPS, una volta disposto il pagamento, avvia la procedura di pagamento con bonifico domiciliato, inviando al percettore un SMS di notifica.

In un secondo momento Postel invia all’indirizzo di residenza o domicilio postale del beneficiario, la comunicazione di liquidazione e l’invito a presentarsi presso un qualunque Ufficio Postale per riscuotere la quota mensile di Reddito di Emergenza, dietro presentazione di un documento di identità valido e la stessa comunicazione cartacea.

Quali potrebbero essere le ragioni per cui la domanda di Reddito di Emergenza viene respinto?

La domanda di Reddito di Emergenza potrebbe essere respinta e il beneficio non riconosciuto in caso del mancato rispetto di uno o più dei requisiti di accesso richiesti: reddituali, patrimoniali e Isee.

Oppure ancora perché il richiedente o un componente il nucleo percepisce o ha già percepito altre misure di sostegno al reddito e forme previdenziali.

Sempre dal Messaggio INPS 2406/2021 leggiamo che il Reddito di Emergenza è incompatibile con:

  • Le prestazioni pensionistiche a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità,
  • Le indennità Covid-19, le indennità per collaboratori sportivi, per lavoratori del settore agricolo e della pesca,
  • Il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza per l’intero periodo di fruizione del Reddito di Emergenza.