Si sta vociferando di un progetto da parte del Governo di mettere da parte il Cashback in favore del bonus bancomat 480 euro. 

Non sappiamo quanto ci sia di vero in quelli che paiono a tutti gli effetti dei rumors, ma per ora ci limitiamo ad analizzare – anche grazie a fonti come money.it, altroconsumo.it e quifinanza.it – che cosa sia il cashback, chi ha potuto beneficiarne, come e soprattutto quali mire il Governo Draghi abbia cercato di raggiungere tramite il cashback e il bonus bancomat!

Cos’è il cashback di stato?

Cos’è il cashback e come funziona? A partire dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il cosiddetto cashback di Stato che prevede il rimborso del 10% delle spese effettuate con sistemi di pagamento elettronici nei negozi fisici. 

L’8 dicembre 2020 si è partiti con la versione sperimentale dell’iniziativa, il cashback di Natale.

Il cashback è una delle misure del “Piano Italia cashless” pensate per disincentivare l’uso del contante, spingere i pagamenti digitali e contrastare l’evasione fiscale. Nei progetti del Governo, infatti, il cashback equivale ad un rimborso dato dallo Stato ai cittadini per gli acquisti pagati con carta o dispositivi mobile.

Ma il cashback non è certo una cosa nuova: diversi negozi, circuiti di carte di credito, siti e app di pagamenti lo usano da tempo come strumento promozionale che avvantaggia utenti e aziende. Il rimborso immediato di una percentuale della spesa, riaccreditato direttamente sul conto del cliente, è infatti un ottimo stimolo a fare acquisti e risulta un efficace strumento di fidelizzazione.

Non ci resta che scoprire nel dettaglio la definizione, le tipologie e il significato del cashback: cos’è, in cosa consiste, esempi di cashback, funzionamento e come tale sistema potrebbe cambiare le nostre abitudini inerenti alla spesa.

Il termine cashback deriva dall’inglese cash -“soldi”- e back -“indietro”. Letteralmente significa quindi ottenere “soldi indietro”, ovvero ottenere un rimborso.

Come riporta Wikipedia 

“Un sito di cashback (rimborso in italiano) è un sito dove gli utenti registrati possono guadagnare una percentuale in base ai loro acquisti effettuati presso i negozi online convenzionati. Molto spesso questi siti presentano anche un sistema di referenza grazie al quale è possibile guadagnare una percentuale extra derivante dalle attività dei propri invitati (referrals)”.

Alla luce di questa definizione possiamo capire che il cashback non è un vero e proprio guadagno né uno sconto sull’acquisto: è infatti diverso da questo e dai codici sconto (con cui spesso viene confuso) perché nel caso del cashback i soldi vengono accreditati a posteriori, a spesa già effettuata.

Cos’è il cashback, dunque? Una ricompensa con cui il cliente viene premiato per aver effettuato acquisti da un rivenditore. L’importo rimborsato (cashback) è una percentuale dell’importo speso dal cliente e varia da rivenditore a rivenditore, con alcune aziende che offrono tassi di rimborso più elevati rispetto ad altri.

Il cashback è oggi riconosciuto come un tipo di promozione ideale e sono moltissime le piattaforme che ne fanno uso: in Italia Satispay è certamente la più famosa. 

Chi può richiedere il cashback di Stato?

A chi spetta il cashback? A tutti i maggiorenni residenti in Italia che in qualsiasi momento si iscrivono volontariamente per partecipare all’iniziativa, attraverso la registrazione sull’applicazione IO della Pubblica Amministrazione. Sulla piattaforma è possibile trovare le indicazioni per attivare il cashback sia tramite lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), sia tramite la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Sull’app, inoltre, saranno visibili le operazioni valide ai fini del cashback. Si ricorda, tuttavia, che le transazioni sono visibili il giorno dopo che i circuiti bancari le hanno contabilizzate, per cui prima che l’effettivo rimborso sia verificato sul proprio conto bancario potrebbero trascorrere fino a 10 giorni lavorativi.

Il cashback  prevede il rimborso su qualsiasi tipologia di acquisto effettuata in modalità elettronica – acquisti di servizi o beni di prima necessità come generi alimentari, spese mediche, capi di abbigliamento o ancora tutte le altre tipologie di spese come pagamenti nei ristoranti - purchè la spesa venga fatta esclusivamente in qualità di consumatore. 

Non sarà possibile, pertanto, richiedere il cashback riguardo a tutte quelle spese inerenti alla propria attività professionale o imprenditoriale. Saranno escluse dal servizio anche tutte le spese effettuate online: questo perché in primo luogo si cerca di incentivare l’acquisto presso i negozi tradizionali, così da agevolare le piccole e le medie imprese; in secondo luogo, logicamente, non avrebbe senso includere questa categoria di acquisto nel sistema del cashback poiché online è possibile effettuare acquisti solamente tramite pagamenti elettronici.

E se sono un esercente? Ho l’obbligo di aderire all’iniziativa? No. Gli esercenti non devono essere forzati a convenzionarsi, ma saranno direttamente gli operatori che gestiscono i loro pos (lo strumento che permette di pagare beni o servizi utilizzando una carta di credito o di debito) ad aderire all’iniziativa.

Sul mercato italiano ad oggi hanno aderito i principali operatori italiani: Pagobancomat, American Express, Poste Italiane, Axepta BNL, Banca Sella, Bancomat Pay, Iccrea, Nexi, Satispay e UniCredit, SumUp, SIApay, Six Payments, Mercury Payment (ex Setefi), Cassa Centrale. 

Con quali strumenti di pagamento si può ottenere il cashback?

Inzialmente, nella fase sperimentale di Dicembre 2020, erano ammessi come strumenti di pagamento solamente carte di pagamento dei circuiti internazionali – quali Mastercard, Visa, Maestro, American Express – carte Pagobancomat, Satispay e Bancomat Pay. Dal 25 marzo 2021, invece, è possibile abbinare sull’applicazione IO anche altre carte utilizzabili solo all’interno di una specifica catena di supermercati, nello specifico: la Carta Insieme Più Conad, la carta Fidaty Oro di Esselunga e la Spesa IN di Unicoop Firenze.

Non è possibile partecipare all’iniziativa del cashback con pagamenti contactless effettuati tramite Apple Pay, Samsung Pay o Google Pay poiché la carta virtuale inserita nel borsellino elettronico ha un codice identificativo diverso da quello della carta fisica.

Come richiedere il cashback di Stato? 

È possibile verificare se si ha diritto al rimborso previsto dal Cashback di Stato direttamente dall'app IO, seguendo pochi semplici passaggi. Per verificare se si ha diritto al rimborso, è infatti possibile aprire l’applicazione, cliccare sulla voce Portafoglio e poi sulla prima scritta Cashback, sotto la dicitura Bonus e sconti.

Attraverso questa sezione dell’app IO chi ha diritto a ricevere il bonus accumulato può vedere, vicino alla cifra, il simbolo dei fuochi d’artificio e un messaggio che sottolinea a quanto ammonta il rimborso e che si riceverà una notifica quando verrà effettuato il bonifico all’Iban inserito tra i dati personali.
I rimborsi maturati all’interno del Cashback di Stato, che restituisce il 10% delle spese effettuate con un minimo di 50 transazioni e che ammonta a un massimo complessivo di 150€, dovrebbero arrivare entro 60 giorni dalla fine del programma.

L’ultima data del rimborso sarà dunque il 28 agosto 2021. Diverso il discorso per il Super Cashback da 1.500€, che premia i 100 mila utenti con più operazioni all’attivo effettuate con carte di credito e debito o applicazioni di pagamento. A causa dei tanti furbetti e dei ricalcoli che ancora devono essere fatti, la classifica potrebbe variare ulteriormente. Per il momento è necessario aver effettuato 787 transazioni per rientrare tra i fortunati. Il pagamento del goloso premio dovrebbe avvenire entro il 30 novembre 2021, anche per permettere ai partecipanti di presentare ricorso, a causa del mancato conteggio di alcune operazioni o della motivata esclusione dalla classifica, entro 120 giorni dalla fine del semestre.

Bonus bancomat 480 euro sostituirà il cashback?

Il cashback, nonostante tutto, non manca di critiche: considerato inadatto e insufficiente a soddisfare le esigenze economiche di un paese in crisi, è stato soppiantato dal bonus bancomat. 

Ma di cosa si tratta? 

Il bonus bancomat è un incentivo introdotto dal Decreto n° 99 del 30 giugno 2021 dal Governo di Draghi, che per certi versi segue la scia del suo predecessore, ma si discosta dal primo sotto diversi punti di vista. 

Entrambi, infatti, hanno l’obiettivo di incentivare i pagamenti elettronici e di ridurre quelli in contanti, così da poter combattere l’evasione fiscale – fenomeno comune soprattutto nelle piccole realtà - tenendo traccia dei pagamenti. Tuttavia, rispetto al cashback, il bonus bancomat prevede l’erogazione di un buono da parte dello Stato, spendibile solamente dagli esercenti e dai negozianti che sono in possesso di partita IVA, per l’acquisto di strumenti utili al pagamento digitale, quali pos o altri strumenti innovativi di incasso che si collegano al registratore di cassa. 

Si tratta, dunque, di un bonus che si rivolge direttamente ai commercianti ed ai professionisti ed è spendibile non solo per l’acquisto dei dispositivi, comprese anche le spese di installazione, ma anche per il loro noleggio. 

Eppure non è tutto rose e fiori come potrebbe sembrare. La realtà italiana, infatti, procede a rilento in confronto a molti altri Stati, sia europei sia extra europei. Occorrerà valutare tra qualche mese se effettivamente si è trattata di una manovra azzardata del Governo.

Cashback e Bonus bancomat 480 euro contro l’evasione fiscale!

Come possiamo appurare su startingfinance.com, l’evasione fiscale si sa, è una zavorra che pesa su questa nave instabile che è l’Italia. Cosa si intende per evasione fiscale? 

Secondo la Treccani si tratta di un comportamento illegittimo con cui il contribuente mirerebbe a contrastare il prelievo tributario. Ovvero, consiste in una serie di violazioni di specifiche norme fiscali – tra cui il famigerato “lavoro in nero” - da parte del contribuente al fine di ridurre o eliminare del tutto il prelievo fiscale da parte dello Stato sul cittadino. 

Le conseguenze economiche dell’evasione fiscale sono devastanti per l’intera popolazione: il debito pubblico cresce; si riducono le risorse per la collettività, per la spesa pubblica in settori di fondamentale importanza, quali la Sanità e l’Istruzione; aumenta il livello di tassazione e di pressione fiscale.

Per tentare di combattere l’evasione fiscale, il Governo ha introdotto il bonus bancomat e il cashback, sospeso poi il primo luglio. Come già accennato in precedenza, tali misure hanno lo scopo di eliminare questo fenomeno, riducendo la circolazione nel paese di contanti, a favore di pagamenti tracciabili al 100% effettuati in modalità elettronica, con l’augurio di poter risollevare questa nostra Bella Italia!