Come ormai tutti sanno, il reddito di cittadinanza è andato a diventare nel corso del tempo un beneficio economico di fondamentale importanza per tantissimi cittadini italiani, con l’obiettivo di andare a sostenere il reddito di quei nuclei familiari più bisognosi, incentivando la ricerca di una nuova occupazione.

In questo senso, anche in seguito alla formazione del nuovo Governo italiano avvenuta durante i primi mesi di quest’anno, e la conseguente nomina di Mario Draghi come Presidente del Consiglio dei Ministri, la squadra dell’esecutivo ha deciso comunque di portare avanti questo sostegno economico. 

In questo senso, durante il periodo particolarmente segnato dalla diffusione e dall'incremento esponenziale dei contagi da Coronavirus, mentre da un lato, venivano erogati una serie di benefici e di sostegni economici in favore di lavoratori, imprenditori, aziende e titolari di partite IVA; dall’altro lato, numerose famiglie hanno potuto continuare a percepire il reddito di cittadinanza.

Tuttavia, ora che la squadra dell’esecutivo guidata dal premier Mario Draghi è a lavoro per la formulazione del disegno di legge dedicato alla Manovra finanziaria che dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo gennaio, sembrerebbe che a finire nel mirino del Governo ci sia anche il sostegno del reddito di cittadinanza, tanto da arrivare a pensare ad un vero e proprio stop dei pagamenti che potrebbe coinvolgere un’ampia platea di cittadini.

Dunque, all’interno dell'articolo saranno effettivamente illustrate tutte le peculiarità del reddito di cittadinanza, ma anche tutti gli aspetti e le problematiche che di fatto potrebbero comportare un vero e proprio stop dei pagamenti relativi a tale beneficio del RdC.

Allo stesso tempo, nei prossimi paragrafi saranno anche fornite tutte le novità che potrebbero comportare un blocco dei pagamenti per il reddito di cittadinanza, in maniera anche definitiva. 

Reddito di cittadinanza: le novità dei pagamenti relativi all’anno 2021

Durante l’anno in corso, nonostante i grandi cambiamenti che hanno interessato il nostro Paese, sia dal punto di vista prettamente politico con la formazione del nuovo Governo di Draghi, che da quello economico, con l’arrivo e l’erogazione di una serie di nuovi benefici e sostegni economici, anche il reddito di cittadinanza è stato interessato da importanti novità.

A questo proposito, il beneficio a sostegno del reddito delle famiglie, fortemente richiesto da parte degli esponenti del Movimento 5 Stelle, e approvato in seguito all’entrata in vigore del decreto-legge numero 4 relativo all'anno 2019, ha potuto riconoscere nei confronti di tantissime famiglie italiane l’erogazione e l’accredito di importi anche molto alti ogni mese.

In tal senso, tra le varie novità di questo anno che hanno rivoluzionato in parte le caratteristiche del reddito di cittadinanza riguardano la possibilità di ottenere ulteriori aumenti nei confronti di specifiche categorie di beneficiari, attraverso il bonus addizionale per l’auto-imprenditorialità, nonché mediante il riconoscimento dell’assegno unico universale approvato in maniera sperimentale a partire dal primo luglio di questo anno. 

Inoltre, un ulteriore cambiamento che ha interessato il reddito di cittadinanza riguarda anche la modalità di pagamento attraverso cui sono attualmente erogati gli assegni indirizzati ai nuclei familiari titolari del beneficio. A questo proposito, il reddito di cittadinanza potrà essere erogato a partire da questo anno, anche in maniera differenziata, dove ciascun componente del nucleo avrà la possibilità di ricevere la propria quota mensile direttamente con una carta elettronica a suo nome.

Reddito di cittadinanza 2022: cosa succederà con la Manovra finanziaria? 

Attualmente la squadra dell’esecutivo è a lavoro al fine di definire delle nuove caratteristiche che potrebbero andare a caratterizzare il reddito di cittadinanza a partire dal prossimo anno, in seguito quindi alla nuova Manovra finanziaria del 2022. 

A questo proposito, secondo quanto chiarito dall’articolo pubblicato da Il Giornale, nelle ultime giornate sono anche arrivate delle proposte di modifica al beneficio da parte del Comitato tecnico scientifico che è stato istituito da parte del Ministro Andrea Orlando. In tal senso, sono state avanzate una serie di proposte e di ipotesi circa i cambiamenti che potrebbero interessare il reddito di cittadinanza.

Tra queste, vi è sicuramente quello legato all’obbligo dei cittadini che compongono il nucleo familiare beneficiario del reddito di cittadinanza, all’accettazione di rapporto di lavoro come una durata minore ai tre mesi. Inoltre, è al vaglio anche la possibilità di negare l’abbassamento dell’aliquota marginale pari all’80%, per quei cittadini percettori che hanno effettivamente un’occupazione. 

In questo scenario, si va a delineare un insieme di regole e di normative legate al reddito di cittadinanza sicuramente molto più severe e stringenti, che porterebbero così a ridurre notevolmente la platea di cittadini che potranno continuare a beneficiare del sostegno economico, e che quindi perderanno il diritto al sussidio. 

Chi può richiedere l’aumento del reddito di cittadinanza 

Per quanto riguarda gli aumenti relativi ai pagamenti legati al reddito di cittadinanza, al fine di comprendere chi sono effettivamente i cittadini che potranno ottenere tale possibilità, è necessario fare riferimento alla decisione intrapresa da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in seguito all’approvazione e alla pubblicazione del decreto del 12 febbraio 2021

A questo proposito, secondo quanto evidenziato all’interno del decreto ministeriale, i cittadini che risultano essere titolari del beneficio e che decideranno di avviare un’attività imprenditoriale in maniera autonoma, avranno diritto ad un importante aumento. Si tratta, in tal senso, dell’erogazione di ben sei ulteriori mensilità dal valore massimo mensile pari a 780 euro, volti appunto ad incentivare la possibilità di trovare un’attività lavorativa stabile.

Un ulteriore incremento degli importi relativi al reddito di cittadinanza si riferisce all’entrata in vigore del decreto legge numero 79 del 2021, dove l’articolo 4 prevede anche per i titolari del reddito di cittadinanza di accedere ad un aumento dell’assegno, nei casi in cui questi risultino avere a carico uno oppure anche più di un figlio, che ha un’età anagrafica inferiore ai diciotto anni.

Si tratta, in tal senso, del riconoscimento dell’assegno unico universale approvato in via sperimentale e temporanea da parte del Governo italiano fino al 31 dicembre 2021. Dunque, al fine di comprendere se i beneficiari del RdC potranno continuare ad usufruire di tali aumenti, sarà effettivamente necessario attendere le nuove disposizioni in merito che saranno contenute all'interno della nuova legge relativa alla Manovra Finanziaria 2022.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente video youtube del canale RdC Channel:

  
 

Quando si rischia di perdere il reddito di cittadinanza ora

In attesa di ricevere maggiori informazioni in merito a tutti i cambiamenti che potrebbero entrare in vigore a partire dal prossimo anno con la nuova Legge di Bilancio 2022, e che potrebbero di fatto provocare un vero e proprio stop al reddito di cittadinanza, per tantissimi cittadini, è importante sottolineare che anche attualmente è possibile identificare diverse situazioni che sono in grado di determinare un addio a tale beneficio.

A questo proposito, sono davvero tanti i casi che purtroppo potrebbero condurre ad un addio del reddito di cittadinanza. Tra questi vi è la scadenza temporale del beneficio legato alle diciotto mensilità, ma anche la decadenza del diritto al sussidio nei casi in cui emerge la mancanza di uno o più requisiti fondamentali.

Inoltre, a questi casi, se ne aggiunge anche un ulteriore, che fa riferimento alla mancata comunicazione e trasmissione della documentazione obbligatoria verso l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale. Si tratta, in questo caso di comunicazioni che dovranno essere necessariamente effettuate da parte dei cittadini che usufruiscono del reddito di cittadinanza, in quanto si riferiscono a quei documenti utili alla verifica e al controllo della sussistenza di tutti i requisiti.

Come funziona la scadenza del reddito di cittadinanza 

Dunque, un primo caso in cui si potrebbe andare a verificare l’addio al reddito di cittadinanza, seppur in maniera completamente temporanea, riguarda l’arrivo della prima scadenza relativa alle diciotto mensilità percepite del RdC.

In tal senso, sarà necessario che il cittadino attenda un mese dopo l’arresto dei pagamenti, prima di poter procedere con la nuova richiesta per l’ottenimento del reddito di cittadinanza.

È necessario però evidenziare che in questa situazione, coloro i quali decideranno di trasmettere nuovamente l’istanza per ottenere l’erogazione del reddito di cittadinanza per altre diciotto mensilità, non dovranno recarsi di nuovo agli uffici di Poste Italiane al fine di effettuare il ritiro della propria carta reddito di cittadinanza, in quanto resterà valida quella precedentemente intestata.

Lo stop del reddito di cittadinanza per i requisiti 

Una delle situazioni più comuni che potrebbe manifestarsi tanto da provocare lo stop dei pagamenti relativi al reddito di cittadinanza, riguarda l’effettiva decadenza di uno o più requisiti obbligatori per l'accesso al sostegno.

In questo caso, occorre quindi evidenziare che per accedere al beneficio del reddito di cittadinanza, è necessario che la famiglia abbia un ISEE familiare che non dovrà superare la soglia limite dei 9.360 euro. 

Inoltre, è stato anche sottolineato che i cittadini dovranno avere la residenza sul territorio nazionale da almeno dieci anni, anche nei casi in cui essi provengono da un Paese dell’Unione Europea oppure extra-europeo.

Per quanto concerne, invece, il patrimonio immobiliare, questo dovrà avere un valore massimo fino a 30 mila euro, in cui non verrà fatto riferimento al valore relativo all’abitazione principale che costituisce la prima casa.

Infine, è necessario anche accertarsi di rispettare il valore legato al patrimonio mobiliare, fissato a 6 mila euro, il cui valore potrebbe cambiare in base alla numerosità della famiglia.