La Fiat Money Quantity è un indicatore composto da denaro fiat sia in circolazione che disponibile per la circolazione, essendo parcheggiata presso la banca centrale sotto forma di riserve in eccesso (depositi delle banche commerciali). L'espansione della FMQ statunitense sin dal 1960 è mostrata nel grafico qui sotto.

Prima della grande crisi finanziaria del 2008/09, la FMQ si è espansa in modo consistente ad un ritmo medio annuo del 5,9%, indicato dalla linea tratteggiata. Le riserve in eccesso erano praticamente inesistenti e le riserve obbligatorie erano poco più di $10 miliardi. In seguito alla crisi della Lehman, il quantitative easing ha portato all'accumulo di riserve in eccesso poiché le istituzioni di deposito hanno venduto obbligazioni alla FED ed i loro conti di riserva hanno visto accreditati i proventi. Di conseguenza la FMQ è salita ad un ritmo significativamente più rapido rispetto al suo andamento di lungo termine:  alla fine dello scorso anno era $5.386 miliardi al di sopra la tendenza pre-Lehman.

E mentre i commentatori economici ora si preoccupano per l'apparente rallentamento della crescita monetaria, bisogna ammettere che la quantità di denaro fiat in circolazione rimane considerevolmente maggiore rispetto alla tendenza di lungo termine. Il divario tra le due quantità implica che la FED abbia spazio sufficiente per il tightening e senza dubbio è stata un'analisi di questo tipo che l'anno scorso l'ha incoraggiata a perseguire tale strategia.

Le riserve in eccesso avevano già iniziato a calare, con i conti di riserva degli istituti finanziari presso la FED che sin dal picco dell'agosto 2014 si erano contratte di oltre $1.100 miliardi. Il tapering è stato inizialmente presentato da Ben Bernanke in una testimonianza al Congresso nel maggio 2013, ma il tightening vero e proprio, con il quale la FED avrebbe venduto le obbligazioni agli istituti finanziari togliendo i proventi dai loro conti di riserva, è iniziato solo all'inizio del 2018, tre anni e mezzo dopo il picco delle riserve in eccesso.