Nasce l’alleanza europea per le batterie, con 3,2 miliardi di finanziamenti pubblici alla ricerca e sviluppo. Si tratta di un settore sempre più strategico, che coinvolge l’automotive e la produzione di energia pulita. Anche l’Italia farà la sua parte.

Un progetto di interesse europeo

Anche la Ue si lancia nella sfida della produzione di batterie. La commissaria Margrethe Vestager ha annunciato l’approvazione del progetto “European Battery Alliance” in quanto conforme alle norme sugli aiuti di stato. Il progetto riguarda sette paesi europei – Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia – che finanzieranno con 3,2 miliardi progetti di ricerca e sviluppo sulle batterie. L’Italia contribuirà con 570 milioni e si prevede che il piano sbloccherà ulteriori 5 miliardi di investimenti privati.

La logica dell’iniziativa è simile al funzionamento della Banca europea degli investimenti: finanziare progetti innovativi di interesse strategico con lo scopo di attirare capitali privati in quantità maggiore rispetto all’investimento fornito. Secondo la commissaria Vestager, il progetto è conforme alla normativa sugli aiuti di stato perché non distorcerà la concorrenza e perché rientra tra gli “importanti progetti di interesse comune europeo” (Ipcei). L’unico altro Ipcei finora approvato riguardava la ricerca sui microprocessori e per qualificarsi come tale un progetto deve rispettare i seguenti requisiti:

  • contribuire a obiettivi strategici per l’Ue
  • includere vari stati membri