L'arresto shock di Meng Wanzhou, che è anche direttore finanziario di Huawei Technologies Co Ltd, solleva nuovi dubbi su una tregua di 90 giorni sugli scambi commerciali tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping. L'arresto è legato a violazioni delle sanzioni statunitensi, ha affermato una persona che ha familiarità con la questione.

Da una parte Trump e Xi Jinping che fanno foto insieme illudendo il mondo che la guerra dei dazi sia al termine, dall'altra invece gli stessi Stati Uniti minano gli accordi con un colpo a sorpresa, l'arresto di Meng Wanzhou, chief financial officer e vicepresidente di Huawei, nonché figlia del fondatore, arrestata a Vancouver il 1° dicembre. L'America ha già richiesto l'estradizione.

L'arresto arriva in un momento delicato per le relazioni USA-Cina. Le nazioni sono impegnate in una guerra commerciale che ha visto imporre dazi di miliardi di dollari sui beni da ambo le parti. L'arresto non aiuterà la tregua tariffaria di 90 giorni approvata dalle nazioni dopo che il presidente Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping si sono incontrati al G20.

Il ministero della giustizia canadese ha confermato la data e il luogo dell'arresto della sig.ra Meng e ha aggiunto: E' stata richiesta l'estradizione dagli Stati Uniti e l'udienza per la cauzione è stata fissata per venerdì. Un portavoce del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti nel distretto orientale di New York non ha voluto commentare.

L'arresto è legato a violazioni delle sanzioni statunitensi, ha affermato una persona che ha familiarità con la questione. Reuters non è stato in grado di determinare la natura precisa delle violazioni. L'arresto e qualsiasi eventuale sanzione sul secondo produttore mondiale di smartphone potrebbe avere ripercussioni importanti sulla catena di fornitura globale degli smartphone. Le azioni dei fornitori asiatici verso Huawei, Qualcomm Inc e Intel tra i principali, stanno crollando nei premarket.